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ESC. CH – Guidotti: “Ricominciare solo se ci sono le condizioni. E sulla maglia donata da Savoia…”

Il presidente dell’ASD Ex Calciatori Hellas Verona e dell’Hellas Verona Women ha parlato in esclusiva con noi toccando vari argomenti

La quarantena, la ripresa del campionato, il taglio degli stipendi, ma anche le Women e l’ASD Ex Calciatori Hellas Verona: sono tanti gli argomenti toccati durante la nostra lunga chiacchierata con Sergio “Chicco” Guidotti.

Di seguito, dunque, la nostra intervista integrale all’Ambasciatore Gialloblù.

Presidente, partiamo dal principio: come va la quarantena?
«Tutto sommato credo che a me pesi meno rispetto ad altri: casa mia ha un po’ di terreno con del verde, quindi mi dedico al giardinaggio. Così facendo inganno il tempo e sto all’aria aperta…».

La ripresa del campionato è sicuramente uno degli argomenti più discussi degli ultimi giorni: qual è la tua opinione?
«Ovviamente la salute va davanti a tutto, quindi dobbiamo aspettare che passi il momento difficile: in tal senso speriamo che queste ultime settimane con trend positivo ci portino presto ad avere a una situazione più tranquilla. Se comunque le condizioni sanitarie tornassero a essere normali, credo che quantomeno il calcio professionistico abbia bisogno di concludere la stagione. Con il calcio lavora tanta gente, quindi non troverei scandaloso prolungare i contratti oltre il 30 giugno e provare a giocare in estate, anche perché mi sembra che tutti abbiano dato la propria disponibilità a riguardo. Il tutto comunque, lo ripeto, se ci saranno le condizioni sanitarie per farlo».

Tante altre federazioni hanno chiuso i battenti della stagione…
«Le altre federazioni hanno fatto una scelta coraggiosa, ma il calcio avrebbe problemi cento volte superiori se scegliesse questa via: verrebbero a mancare gli incassi derivanti dai diritti TV e dai biglietti, e moltissime società faticherebbero perché le ripercussioni economiche sarebbero gravissime».

E sul taglio degli stipendi che ci dici?
«Ogni imprenditore si sta trovando davanti a un problema: c’è chi pur avendo chiuso il negozio ha delle spese, o chi magari non sta incassando il denaro degli affitti… Io penso che tutti debbano mettersi una mano sul cuore e l’altra sul portafoglio, perché tutti dobbiamo fare dei sacrifici. In generale penso comunque che i calciatori non abbiano niente in contrario, tanto che c’è già chi si è accordato. Ovvio che la riduzione debba essere proporzionale: bisogna salvaguardare chi prende cifre dignitose ma non esorbitanti».

Da presidente onorario delle Women la domanda è d’obbligo: e il campionato femminile?
«Credo che per il campionato femminile l’ipotesi più probabile sia la fine anticipata. Io interromperei qui, bloccando le retrocessioni e promuovendo le due squadre attualmente prima e seconda in Serie B, allargando il prossimo campionato di Serie A, un’ipotesi già comunque presa in considerazione negli ultimi anni. Certo, bisognerebbe forzare il regolamento visto che questo tipo di provvedimenti andrebbe comunicato con almeno una stagione di anticipo, ma ci troviamo in una situazione straordinaria».

Rimanendo in tema, due parole sulla stagione delle ragazze?
«Devo fare una premessa: mi dispiace perché quando la situazione Coronavirus si è aggravata io ero all’estero, quindi non ho potuto salutare nessuno. Parlando invece della stagione, credo molto onestamente che sia un po’ al di sotto delle aspettative iniziali: eccezion fatta per le prime cinque o sei squadre in classifica, contro le altre avremmo potuto fare qualche punticino in più. L’impegno in settimana non è mai mancato, però ci sono state prestazioni sottotono. Certo, il nostro obiettivo rimane la salvezza, e quindi anche il terzultimo posto andrebbe bene, però a questo punto mi aspettavo di essere un po’ più in alto. Detto questo, va ricordato che davanti a noi ci sarebbero ancora alcuni scontri diretti da disputare».

Chiudiamo parlando dell’ASD Ex Calciatori Hellas Verona: siete stati molto attivi nelle raccolte fondi anti-Coronavirus…
«Sì, come Associazione abbiamo contribuito con qualche maglia e con un’importante donazione alla raccolta fondi “#aiutiAMOverona”: non è per “vantarci”, però è anche giusto promuovere queste cose. Molti di noi hanno poi preso iniziative proprie: oltre a me, penso a Nanni, Fanna, Penzo e soprattutto Savoia. Su quest’ultimo vorrei fare un discorso a parte, perché quella che ha messo a disposizione non è una maglia di una partita come le altre (si tratta della divisa utilizzata nel ’68 in occasione della sfida-promozione per la Serie A contro il Padova, la potete trovare all’asta QUI, ndr). Il Verona si giocava una Serie A che mancava da dieci anni, chi ha più di cinquant’anni ricorda bene quella sfida. Savoia poi quel giorno era capitano, quindi mettendola all’asta ha dato via un pezzettino di sé e ha dimostrato di essere un uomo di grande cuore. Spero che l’acquirente sia un tifoso DOC e che la conservi come ha fatto lui per altri cinquanta o sessant’anni, tramandandola poi ai propri figli».

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