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Setti: “Non ha senso avere degli incedibili. Caprari resta. Udogie? Non siamo pentiti”

Le dichiarazioni del presidente gialloblù sulla sua gestione e sulla stagione appena conclusa

Il presidente dell’Hellas Verona, Maurizio Setti, ha parlato a Telenuovo nel corso di una lunga intervista televisiva concessa ai colleghi dell’emittente scaligera.

Di seguito, dunque, la prima parte della “chiacchierata” del patron gialloblù

IL VERONA PIÙ FORTE. “Abbiamo mantenuto le promesse nostre. È stata la miglior squadra della mia gestione, soprattutto per la capacità di andare a giocare su ogni campo”.

SETTI VERONESE. “È da un po’ che sono veronese, chi mi conosce sa che ho fatto sempre il bene di Verona”.

TONI, CACIA, PAZZINI E SIMEONE. “Chi viene qua viene messo nelle condizioni di rendere al meglio possibile. In questo siamo stati bravi”.

INCEDIBILI. “Non ha senso avere incedibili. Gli incedibili sono quelli che vogliono rimanere. Dimarco ci ha detto che voleva andare all’Inter. Di quelli attuali va chiesto a Tony. Se questa è stata la squadra più bella che ho avuto, lo è ancora di più il gruppo. I vecchietti vogliono rimanere e sono lo zoccolo duro, come Faraoni, Dawidowicz, Veloso, Lazovic e Montipò. Poi ci sono i giocatori ambiti da squadre più importanti che non puoi trattenere”.

CASALE E SIMEONE.In questo momento il mercato non c’è, sono voci messe in giro dai giornalisti e dai procuratori. Casale ha fatto bene, è giovane ed è ambito. Caprari farà parte del gruppo che il prossimo anno sarà con noi: qui ha trovato l’ambiente ed è stato convocato in nazionale. Casale e Simeone? Non si sa”.

UDOGIE. “Non siamo pentiti. Udogie ha trovato la collocazione giusta a Udine. Qui non avrebbe trovato spazio con Lazovic. A Udine ha fatto degli errori, ma anche grandi partite. Con Lazovic che è un nazionale qui sarebbe stato precluso. Che era un giocatore forte lo si sapeva, ma non si sa quando poteva esplodere”.

JORGINHO.Lo abbiamo venduto a nove milioni e mezzo otto anni fa. Solo il Napoli poteva venderlo a sessanta milioni con l’allenatore che lo ha valorizzato”.

 

Per la seconda parte dell’intervista, clicca qui

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