L’ex attaccante dell’Hellas Verona, Luca Toni, ha parlato a Tuttosport della crisi del calcio italiano: “Nazionale? È l’anno zero per forza, a meno che si inizi a scavare, nel senso che non si può fare peggio, dopo tre mancate qualificazioni al Mondiale. Ripartire è un obbligo, non si può vivere di sole batoste, o addirittura abituarsi. L’unica gioia è arrivata dalla vittoria dell’Europeo nel 2021, ma per il resto solo buio. Non qualificarsi al Mondiale del 2030 sarebbe una tragedia, non mi viene in mente nessun’altra definizione”.
Toni: “Servono riforme del settore giovanile, strutture, allenatori a tempo pieno e non part-time nei vivai e una legge che favorisca l’acquisto dei giovani italiani”
CRISI DEL TALENTO. “Non vorrei che adesso, per comodità, qualcuno iniziasse a concentrarsi solo sul ct, o sul presidente federale, o su chissà chi altro. La verità è che latitano le riforme a livello giovanile. Mancano le strutture, mancano gli allenatori a tempo pieno mentre ci sono quelli part-time che lo fanno come secondo lavoro. Se non si trova il modo di obbligare le squadre di serie A ad avere in rosa almeno due o tre giocatori italiani, al massimo diciottenni o diciannovenni, provenienti dal settore giovanile, la vedo dura. So che questo andrebbe in qualche maniera contro le regole dell’Unione Europea, però magari un modo prima o poi si trova. È li, nei vivai, che bisogna investire il più in fretta possibile. Nel momento delle elezioni ne parlano tutti, poi a elezioni concluse non ne parla più nessuno. Non vorrei che fosse già finito tutto a tarallucci e vino. Tifo per Gianfranco Zola, appena arrivato in federazione (Il presidente Malagò gli ha affidato l’incarico di coordinatore per i progetti delle attività giovanili del Club Italia ndr)”.
TROPPI STRANIERI. “Il problema è più profondo. Fino a qualche anno fa, con il Decreto Crescita, conveniva acquistare calciatori stranieri. Ma vedo che ancora oggi, con il Decreto Crescita abolito, i nostri club preferiscono lo straniero all’italiano. Quindi, potrebbe anche essere un problema di mentalità, o forse una mancanza di preparazione e di voglia da parte delle persone che devono occuparsi del mercato all’interno dei club italiani. Perché non fare una legge che preveda delle agevolazioni per chi acquista giocatori italiani anziché stranieri?”.



Lascia perdere se ti candidi le prossime elezioni a VERONA SARAI SINDACO,, PERCHÉ PREBEN NON PUÒ,, CIAO DA VERONA
Una nazione in fallimento,in tutti i settori.!
Hanno le pale in mano
popolo di incompetenti