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Pagellone 2018 CH, attacco: Di Carmine delude. Pazzini, mamma mia!

Fine anno, tempo di bilanci. Voti e analisi di quanto accaduto da inizio stagione ad oggi in casa Hellas Verona

Con la chiusura del mese di dicembre si chiude anche il girone d’andata. E come sempre è anche tempo di tirare giù un primo bilancio di quanto accaduto in casa Hellas da luglio ad oggi. Dopo la difesa e centrocampo, è la volta dell’attacco.

MATOS: 7,5. Giustamente uno dei più criticati nella passata stagione, quest’anno si sta prendendo la sua rivincita: la Serie B ha fatto molto bene al brasiliano, che si sta decisamente facendo valere nel campionato cadetto. Due gol e tre assist al momento per lui, ma soprattutto una ritrovata fiducia nei propri mezzi, la quale potrebbe rivelarsi determinante nella seconda metà di stagione. RIGENERATO.

RAGUSA: 5. Un altro giocatore che, come Laribi, in Serie B doveva spaccare il mondo. I risultati, però, non sono arrivati, e l’infortunio al ginocchio rimediato contro il Pescara ha chiuso anzitempo la sua stagione. Dispiace dare un’insufficienza piena a un ragazzo d’oro, adorato da tutto lo spogliatoio, ma il Ragusa visto in campo è forse stata la più cocente delusione del mercato estivo gialloblù. RIMPIANTO.

DI CARMINE: 5,5. Qualche buona cosa e un paio di gol di pesanti, ma dal vice-capocannoniere della scorsa stagione di Serie B ci si aspettava qualcosa di più, soprattutto se per far giocare lui viene lasciato in panchina un certo Giampaolo Pazzini. DELUDENTE.

PAZZINI: 8. Otto gol e due triplette in nove presenze, molte delle quali costituite da brevi spezzoni, tanta panchina e mai una polemica: potremmo riassumere così la prima metà di stagione del capitano gialloblù, inspiegabilmente lasciato in disparte per buona parte delle partite giocate finora ma sempre pronto a dare il suo contributo quando chiamato in causa. In mezzo, nemmeno una parola su una situazione universalmente apparsa paradossale. Un vero professionista. CAPITANO VERO.

LEE: 7. Anche lui poco utilizzato a inizio stagione (causa anche i numerosi impegni con la Nazionale), il folletto sudcoreano è stato rispolverato di recente, offrendo sempre prestazioni all’altezza condite da dribbling, giocate geniali (e chi si scorda più il doppio sombrero contro il Pescara?) e, giusto due giorni fa, anche dal suo primo gol stagionale. Non sarà ancora il Messi sudcoreano, ma ci sta facendo divertire. PROVA A PRENDERMI.

CISSÉ: 5. Arrivato sostanzialmente per sbloccare “l’affare Grosso”, sembra aver esaurito lì la propria utilità. Poche partite, sempre piuttosto sottotono. Chiuso al centro dell’attacco da Pazzini, Di Carmine e probabilmente anche da Tupta, fuori posizione sull’esterno, le sue caratteristiche non sembrano essere quelle richieste in questo Verona. PESCE FUOR D’ACQUA.

TUPTA: 6,5. Già 7 presenze per il giovane attaccante “promosso” dalla Primavera, che quest’anno ha messo a referto anche un assist e, soprattutto, il suo primo gol tra i professionisti. Difficile rubare il posto a Pazzini e Di Carmine, ma il ragazzo ci sa fare e Grosso lo sa, tanto da concedergli più spazio di quanto, probabilmente, chiunque si aspettasse. IL FUTURO.

 

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