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HV Women, Di Filippo: “Sabato sarà importante l’aspetto psicologico”

Il tecnico gialloblù, ai microfoni di RID 96.8 FM, ha detto la sua sul prossimo delicatissimo match contro il Tavagnacco (e non solo…)

Una gara fondamentale per il proseguo della stagione quella contro di sabato prossimo contro il Tavagnacco: lo sa bene mister Di Filippo, che ai microfoni di RID 96.8 FM ha parlato del match in questione e del periodo del suo Hellas Verona Women, ma anche del movimento del calcio femminile italiano in generale.

Di seguito, quindi, la sua intervista.

Mister, quello di sabato è un match molto importante: come lo state preparando?
«Beh, abbiamo iniziato ieri gli allenamenti, lavorando sodo come facciamo per ogni partita. Fino a venerdì cercheremo di prepararci al meglio, restando concentrate anche sui minimi particolari. Certo è una partita importantissima per noi, visto che veniamo da un periodo non felicissimo (0 punti nelle ultime cinque gare, ndr), ma cercheremo di dare il meglio e di scendere in campo con grande grinta e concentrazione per fare 90 minuti di grande livello».

Il fatto di doversi giocare 3 punti così pesanti è una motivazione in più oppure può caricare la squadra di pressioni?
«Normalmente sarebbe un valore aggiunto, ma per una squadra giovane come la nostra a volte può dare tanta preoccupazione, ed è un aspetto su cui lavoreremo: dobbiamo imparare a gestire meglio l’aspetto psicologico delle partite».

Una squadra così giovane rende difficile lavorare su questi aspetti?
«Sicuramente in certe circostanze la giovane età influisce, ma io alle mie ragazze dico sempre che loro hanno la sfacciataggine della gioventù, la quale permette loro di fare cose che altre non sono più in grado di mettere in pratica. Certo, questa è un’arma a doppio taglio, quindi anche noi dello staff dobbiamo essere bravi ad aiutarle: sovraccaricarle troppo sarebbe controproducente, così come lasciarle troppo libere di fare qualsiasi cosa. Come in tutte le cose, l’importante è l’equilibrio».

Abbiamo notato che molte squadre squadre hanno alla loro guida delle allenatrici: credo che il rapporto “da donna a donna” renda più facile gestire una formazione femminile?
«È possibile: magari per una donna è più facile capire le ragazze. Probabilmente il fatto di avere già passato determinate esperienze aiuta, ma credo comunque che anche un uomo sia in grado di trarre il meglio da una formazione femminile: dipende molto dalla persona e da come questa si pone con la squadra».

Chiudiamo parlando un po’ del calcio femminile italiano: le sembra con con l’ingrasso delle “big” del calcio maschile, il tasso tecnico si sia alzato?
«Sicuramente sì. Nei primi anni il calcio femminile era piuttosto “provinciale”, ora iniziamo a vedere un livello nazionale piuttosto importante, come dimostrano i buoni risultati raggiunti ultimamente dalle italiane in campo europeo. Diciamo che fino ad ora è stato fatto un ottimo lavoro, ma ce n’è ancora tanto davanti a noi».

 

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