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Buffon in conferenza: “Sabato mia ultima gara con la Juve, poi deciderò se smettere”

La fascia passa a Giorgio Chiellini: il capitano bianconero, applaudito in conferenza stampa valuterà dopo la gara con l’Hellas Verona se accettare altre offerte all’estero.

Gianluigi Buffon dall’anno prossimo non sarà più un calciatore della Juventus. A 40 anni il portiere dice basta e lascia i pali dei bianconeri, senza però escludere clamorosi cambi di maglia. Nella sala stampa della Juve si capisce subito che l’annuncio sarebbe stato questo, a partire dalla presenza del compagno Giorgio Chiellini a cui passa la fascia di capitano.

“Trovare le parole è stato molto difficile – parla all’inizio il Presidente Andrea Agnelli preferisco parlare di numeri. 974 minuti record di imbattibilità, 639 partite. Ha vinto tantissimo e soprattutto è campione del mondo. In 22 anni di carriera ha vinto 26 trofei. Persona carismatica, leale, sincero, onesto, è il capitano. In paradiso e poi all’inferno, come Del Piero, Trezeguet, Nedved, Camoranesi e a tutti questi noi juventini diciamo grazie. Sicuramente per lui è stato un anno difficile, a partire da Italia-Svezia che gli ha tolto il sesto mondiale, il calcio di rigore a Madrid, l’infortunio, il gol di Koulibaly. Poi, però, ha vinto il settimo scudetto di fila. Ci siamo frequentati assiduamente, quasi più della mia famiglia. Noi oggi sappiamo che Szczesny difenderà la porta della Juventus l’anno prossimo, la porta che è stata di Buffon, Zoff, Tacconi, Sentimenti. Gigi ha attualmente proposte per ruoli fuori dal campo e anche per continuare a giocare, avrà il mio pieno supporto per quello che sceglierà. Grazie di cuore per quello che è stato in questi anni: sabato goditi lo Stadium, come lo Stadium si godrà te”.

Poi tocca a Gianluigi Buffon prendere la parola per un’introduzione e precedere le domande:Giorgione Chiellini prenderà giustamente e meritatamente i gradi di capitano. Mi fa piacere siano venute tutte queste persone. Questa è una giornata particolare per me, ricca di emozioni, ma a cui arrivo con tanta serenità, felicità e appagamento. Questi sentimenti sono figli di un percorso straordinario che ho avuto la fortuna di condividere con tante persone che mi hanno voluto bene. Per questo bene ho lottato e cercato di fare del mio meglio. Sabato sarà la mia ultima partita con la Juventus e credo sia il modo migliore per finire questa bellissima avventura. Voglio finirla con la compagnia del Presidente e di tutto il popolo bianconero. La mia paura era di arrivare al termine di questa mia avventura bianconera da giocatore sopportato e con il motore fuso. Sono invece orgoglioso di arrivare alla fine dando il mio meglio. Per questo sono sereno a questo mio saluto, ma so che non è scontato per uno sportivo.

Ringrazio infinitamente la famiglia Juve: credo abbia comprato nel 2001 un talento straordinario, anche se sono di parte, ma questo si è convertito e consacrato in campione per merito della Juve, ed è ancora suo merito e della sua mentalità e filosofia se sono in campo a 40 anni ancora a questi livelli. Tutto questo lo adotterò, perché è l’unico modo che conosco, anche nel dopo calcio”.

Buffon però non chiude le possibilità di un altro paio di anni con un altra squadra. L’unica cosa certa, lui dice, è che sabato contro l’Hellas Verona sarà l’ultima partita della sua carriera in bianconero: “Sabato giocherò una partita e questa è l’unica cosa certa finora. Andrea Agnelli è a conoscenza di tutto ciò che sta accadendo attorno a me, anzi è un consigliere che voglio tenermi stretto. Fino a quindici giorni fa era certo che avrei smesso di giocare. Ora invece sono arrivate offerte stimolanti per continuare o smettere ma rimanere in una società: la migliore di queste me l’ha fatta la Juve. Qualche giorno dopo la partita di sabato prenderò una decisione che seguirà ciò che urla la mia indole e la mia natura”.

Fra le motivazioni della chiusura, oltre che all’età anagrafica e alla progettazione della Juventus, una stagione difficilissima: “Quest’annata è stata snervante perché è partita prestissimo e a novembre alcuni di noi si sono dovuti far carico del peso enorme dell’eliminazione dal Mondiale. Ci sono stati degli alti e bassi e lì è mancata razionalità, dovevamo capire se potevamo stare uniti per vincere ancora lo scudetto oppure saremmo stati disciolti”.

La prossima settimana sarà quella delle decisioni definitive – Ecco quando sceglierà, Buffon, senza voler rinunciare ai grandi traguardi – Queste però non cambieranno il mio umore, fino a poco fa avevo accettato di essere un ex giocatore. Qualsiasi cosa dovesse capitare continuerò a essere felice: l’importante era non deludere il mondo Juventus. Avendo fatto mio il modus operandi della Juve io sono fermamente convinto che la Società debba programmare il futuro, sono il primo che lo capisce e che pensa sia giusto così. Per me l’importante era finire nel miglior modo possibile. Poi non scordiamoci che la Juventus ha un portiere del valore pari al mio e ha tredici anni in meno”. Infatti aggiunge, per avvalorare quelle parole di evitare delusioni, chiarisce subito che nel caso dovesse continuare Per l’Italia non se ne parla

La snervante stagione di quest’anno passa anche dal forte male della mancata rimonta di Madrid, su cui Buffon ammette che avrebbe dovuto rimanere più tranquillo davanti alle telecamere: o meglio, in quel momento non avrebbe potuto fare altrimenti, ma non è il vero Gigi.Giusta una squalifica dopo Madrid. In campo credo che l’arbitro abbia decretato un’espulsione che non capisco. Per le esternazioni, già l’ho detto qualche giorno dopo, è evidente che abbia trasceso e di quello ne sono estremamente dispiaciuto perché in ventitré anni di Champions League non sono mai stato né espulso né squalificato. Penso di essere sempre stato educato. Il Buffon con l’animo dilaniato di quella sera non poteva che dire quelle cose. L’arbitro è un essere umano che fa un lavoro difficile, un paio di giorni dopo l’avrei abbracciato chiedendogli scusa ma senza cambiare la mia idea”.

Eppure c’è anche stato un momento in cui sembrava che Gianluigi Buffon fosse finito, poco prima di quel ciclo inaugurato da Antonio Conte. Ne parla lui, ammette un calo fisico ma spiega come ha lottato per tornare grande:Nel momento in cui tutti pensavano che Buffon avesse finito la sua grande carriera, poi grazie a chi non credeva in me sono riuscito a tornare a soffrire e sudare anche a 32 anni. Questo tipo di sfida ha fatto sì che oggi, a distanza di otto anni, siamo qui con molti più trofei. Non lascio la Juventus più forte, sicuramente quella che ha vinto di più, ma se dicessi la più forte ma mancherei di rispetto a quelle che hanno vinto qualcosa di più importante. Sicuramente è la squadra più compatta e testarda”.

Poi una chiusura finale alla Nazionale, un’altra grande parentesi che si è chiusa quando purtroppo le battaglie vere sono finite: Non ho bisogno di tante celebrazioni” ma con tanto affetto il capitano bianconera saluta la Nazionale Italiana.

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