La stagione è ora ufficialmente conclusa: dopo il k.o. interno di domenica scorsa, il Verona ha infatti salutato la Serie A.
Un campionato difficile quello dell’Hellas che, dopo un avvio che lasciava ben sperare, si è alla fine afflosciato, ritrovandosi di fatto già a febbraio con un piede e mezzo in cadetteria.
Dopo aver visto i giocatori, chiudiamo dunque il nostro Pagellone con lo staff.
Il Pagellone del Verona 2025/2026: lo staff
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SAMMARCO: 5,5Ultimo o quasi dei colpevoli. Strappato a una Primavera che con lui bazzicava la zona play off, è stato messo “ad interim” a guidare la prima squadra dopo l’esonero di Zanetti, salvo poi ritrovarsi traghettatore fino a fine stagione. Se (come dice spesso anche lui) gli allenatori si giudicano dai risultati, non può essere sufficiente. La verità, però, è che si è ritrovato a guidare un Verona che già a febbraio aveva un piede nella fossa e con diversi elementi importanti puntualmente infortunati. In generale, la sua era insomma una situazione che sarebbe stata di difficile gestione anche per allenatori ben più esperti. Proprio per questo reputiamo che accanirci su di lui sarebbe impietoso e ingiusto. Insufficienza sì, ma ci limitiamo a questo. |
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SOGLIANO: 5,5Il direttore come sempre ha provato a fare le nozze con i fichi secchi, ma questa volta il suo “wedding plan” non ha funzionato e l’ennesimo miracolo non è riuscito. La scelta di puntare su una formazione titolare di qualità, risparmiando sulla riserve, non ha pagato, anche per un pizzico di sfortuna che ha portato a lunghi stop per diversi elementi cardine della squadra. Sotto il mero aspetto delle operazioni di mercato, si registrano luci e ombre: Bella-Kotchap, Belghali, Giovane, Orban (calcisticamente parlando), Edmundsson e Bowie si sono per esempio rivelati dei buoni elementi, ma ci sono stati anche alcuni buchi nell’acqua e scelte sbagliate nel gestire il comunque risicato budget a disposizione. Capitolo allenatore: comprensibile esonerare uno sfiduciato Zanetti, ma se l’alternativa era mandare allo sbaraglio il povero Sammarco… |
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PRESIDIO: 5Non diamo un voto più basso per un motivo molto semplice: non conosciamo perfettamente quali fossero le reali condizioni economiche del Verona ereditato dal fondo texano. Quel che è certo è che però, al primo anno “in autonomia”, gli americani hanno battuto il record negativo di punti e regalato all’Hellas una retrocessione dopo sette anni consecutivi di Serie A. Al di là dei risultati, a mancare è poi stata soprattutto la chiarezza di una proprietà che di fatto (con un’intervista interna) si è espressa attraverso uno dei propri effettivi solo una volta avvenuto il patatrac. Vero, parlare subito della necessità di riassestare la situazione economica del club avrebbe forse dato l’impressione di uno “scaricabarile”, ma avrebbe anche quantomeno reso più “comprensibili” al popolo gialloblù alcune scelte. Per quanto riguarda la questione stadio, andiamo invece controcorrente: al giorno d’oggi le strutture sono di fondamentale importanza per un club e quindi ben venga il progetto di una nuova e funzionale casa per l’Hellas. L’importante, però, è che insieme al “Bentegodi 3.0” si cerchi nel frattempo di costruire anche una squadra degna di calpestarne il campo. Per il resto (progetto a lungo termine, capacità di investimento, effettiva volontà di tornare in Serie A e così via), sospendiamo il giudizio alla prossima estate. |
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