Il campionato del Verona si è (qualcuno direbbe “finalmente”) concluso: la sconfitta contro la Roma ha infatti messo fine all’agonia di una squadra che ormai da mesi si trascinava conscia del proprio destino e che, da ieri, è ufficialmente in vacanza.
Al netto del record negativo di punti raccolti, questo finale ha però forse lasciato la stessa sensazione che i tifosi dell’Hellas avevano avuto nella primissima parte di stagione. Quale? Quella che, con un po’ di impegno in più, ci si sarebbe potuti salvare…
Riavvolgiamo il nastro al Verona… “d’andata”
Prima dei mesi della rassegnazione, c’è stato un momento in cui sembrava che l’Hellas, una volta oliato qualche meccanismo, avrebbe potuto vivere un’annata senza troppi patemi d’animo. L’avvio era infatti stato promettente sotto il punto di vista delle prestazioni, con i gialloblù che spesso avevano dato l’idea di meritare più di quanto raccolto.
Basti pensare al pareggio contro la Cremonese, una gara che ai punti sarebbe dovuta finire 3-0 per l’allora squadra di Zanetti, o l’immeritato 0-0 contro il Pisa. E come dimenticare l’assurda rimonta subita dal Cagliari o l’ancora più folle sconfitta contro il Parma arrivata per lo sciagurato retropassaggio di Giovane?
Nonostante tutto, l’idea era che sarebbe bastato un episodio a favore e un pizzico di mira in più per far scattare la scintilla e inanellare una serie di risultati utili a staccarsi dai bassifondi della classifica.
In tal senso, a illudere erano poi arrivate anche le due vittorie consecutive contro Atalanta e Fiorentina, così come i primi cinquanta minuti contro il Napoli (poi vanificati da uno dei più bui pomeriggi gialloblù di Montipò).
La retrocessione che meno ci saremmo aspettati
La squadra tra l’altro sembrava esserci: Bella-Kotchap aveva iniziato a rivelarsi un acquisto azzeccato, così come Belghali, mentre il redivivo Bernede pareva aver trovato la propria dimensione in mezzo al campo. L’accoppiata Giovane–Orban, al netto di qualche svarione, prometteva poi grandi cose.
La verità, però, è che alla lunga i risultati non sono arrivati e che l’Hellas si è presto sciolto come neve al sole. Ed è questo che brucia. Perché la rosa costruita da Sogliano, pur con i propri limiti, avrebbe potuto fare decisamente meglio.
In fondo, cos’aveva in più l’Hellas del duo Bocchetti-Zaffaroni? In cosa quello di Baroni era tanto superiore? Lasciando da parte gli infortuni (che sicuramente hanno pesato), l’impressione è che tutto sommato il livello di qualità tecnica non fosse poi così diverso da quello delle due squadre salvatesi nel 2023 e nel 2024.
A mancare, se mai, sono state la fame e la voglia che negli anni precedenti avevano permesso al Verona di tirarsi fuori da situazioni probabilmente ben peggiori. Spesso, nel corso di quest’anno, si sono infatti visti elementi che andavano al 50% (o meno) delle proprie possibilità. Calciatori con potenziale, ma indolenti, molli e a tratti irritanti.
Neanche la ventata di entusiasmo portata dal duo Bowie–Edmundsson (quest’ultimo non a caso eletto Cuore Gialloblù della stagione) e l’estremo tentativo di dare una scossa con il cambio di allenatore sono alla fine serviti a risvegliare una squadra che, di fatto, già a febbraio si era arresa al proprio destino.
L’ultima beffa: il super Verona… già retrocesso
Torniamo ora al finale, una ciliegina sulla torta che, più che orgoglio, ha probabilmente trasmesso un ulteriore enorme senso di frustrazione al popolo gialloblù: il “risveglio” del Verona dopo la matematica retrocessione.
Da maggio in poi, in quattro partite contro altrettante “big”, l’Hellas ha infatti offerto prestazioni di ottimo livello. Nello specifico, la stessa squadra che aveva incassato un poker di gol dal Cagliari e tre reti da un Sassuolo già salvo è riuscita a fermare (in modo probabilmente decisivo) la rincorsa Champions della Juventus, a non far chiudere l’Inter neocampione d’Italia con una vittoria casalinga e a far sudare parecchio (peraltro pure con qualche recriminazione a livello arbitrale) Como e Roma, rispettivamente quarta e terza forza della Serie A appena conclusasi.
In sostanza, una volta a testa sgombra e senza obiettivi, l’Hellas ha ricominciato a giocare.
Più battaglia, meno passeggiate (e scazzottate…)
Pur considerando che il pareggio contro l’Inter lascia il tempo che trova (i nerazzurri erano già con la testa sul pullman), le ultime prestazioni suggeriscono quindi che qualche mezzo tecnico ci fosse e che a mancare siano state soprattutto testa e unione d’intenti. Che la squadra abbia fatto fatica ad amalgamarsi, in fondo, l’ha sottolineato anche Akpa Akpro dopo la Roma.
In vista della prossima Serie B, sarà dunque da tenere a mente la lezione appresa a carissimo prezzo quest’anno. Per risalire subito servirà innanzitutto liberarsi subito di chi caracolla blandamente per il campo al posto di dare l’anima per i compagno, di chi non ha la forza mentale per affrontare un campionato potenzialmente lunghissimo e di chi alla lotta in campo preferisce quella nei parcheggi. L’obiettivo dovrà essere quello di formare un gruppo che, insieme a dei piedi accettabili, abbia personalità, voglia di mangiare l’erba e capacità di remare compatto nella stessa direzione.
Se poi si potesse tornare ad avere un nocciolo duro di giocatori in grado di parlare (lessicalmente e calcisticamente) la stessa lingua dell’allenatore, beh, nessuno qui si lamenterebbe…
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Visto l’andamento di Cremonese e Lecce potevamo lottare pure noi fino all’ultimo, poi magari si andava in serie B lo stesso MA CON LE PALLE !!! FORZA IL VERONA 🇸🇪
Peggio di cosi🤣🤣🤣🤣
Sono mancate soprattutto le palle!
Meglio tifare forza hellas. E grazie a tutti quei ragazzi della curva e famiglie che vanno allo stadio e che amano questi colori e una cosa grande
E andata
No non era scarso No , personalmente ritenevo e lo ritengo tuttora , la rosa più forte degli ultimi anni almeno a livello tecnico , purtroppo dove siam mancati è a livello caratteriale e di personalità. Aggiungi poi infortuni gravi e battibecchi interni …. han fatto si che fosse l’anno peggiore ! /=\
Aggravante !!!
Non era sicuramente peggio degli anni scorsi. Purtroppo troppe cose non sono andate come ci si aspettava