L’ex centrocampista dell’Hellas Verona, Francesco Guidolin, ha parlato a La Gazzetta dello Sport per ricordare il compianto allenatore gialloblù Osvaldo Bagnoli: “Era una persona straordinaria e un allenatore speciale. Non gli interessavano le apparenze. Lo ricordo ai raduni estivi in sandali, calzoncini e maglietta: meraviglioso”.
Guidolin ricorda Bagnoli: “Era schivo. Aveva la grande qualità di mettere tutti nei posti giusti”
PRIMO INCONTRO. “Arrivava dal Cesena, con cui aveva conquistato la promozione in Serie A, ma scelse lo stesso il Verona in Serie B. Noi venivamo da una stagione mediocre (16° posto, ndr) e lui per prima cosa volle parlare a tu per tu con tutti i giocatori, colloqui individuali. Io ero timido e riservato, un po’ come lui, e trovai la forza di dirgli: “Mister, credo di essere una persona che dà il massimo se viene responsabilizzata”. Lui mi squadrò e mi scelse come capitano. Disputammo un grande campionato, tornammo in Serie A. Segnai 8 gol. Mi impiegava come trequartista dietro le punte: la mia migliore stagione, non avrei più giocato così bene. Aveva la grande qualità di mettere tutti nei posti giusti”.
ANEDDOTI. “Era schivo. Una volta, lui arrivò all’allenamento e noi, che stavamo già in gruppo a fare una corsa di riscaldamento dentro il Bentegodi, lo salutammo: ”Buongiorno, mister”. Lui non ci rispose, non per maleducazione, ma perché era fatto così, parlava poco e quando parlava, usava un tono di voce basso, bisognava aguzzare le orecchie. Bagnoli mi ha insegnato a parlare con i silenzi, che a volte dicono più di tante parole”.
ADDIO AL VERONA. “E qui venne fuori la grandezza di Bagnoli. La società acquistò il brasiliano Dirceu. Il mister provò ad opporsi, disse ai dirigenti che c’era Guidolin e non avevamo bisogno di Dirceu. Niente, l’affare era fatto e non si poteva ritornare indietro. Mi chiamò nel suo stanzino, mi guardò negli occhi e mi parlò senza mai distogliere il suo sguardo dal mio: “Francesco, in questo momento mi sento tanto piccolo nei tuoi confronti. Purtroppo la società ha fatto una scelta e io non posso più garantirti il posto”. Passai dei giorni brutti, venni ceduto in prestito al Bologna, ma da allenatore mi sarei sempre ricordato di quella scena. Ai giocatori bisogna parlare chiaro, dire la verità faccia a faccia (Dirceu morì giovane, a 43 anni, nel 1995 in un incidente, ma questa è un’altra storia, ndr)”.
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Mi sarebbe piaciuto vederlo allenare l’Hellas 💛💙
Sempre e solo Hellas
Bella frase …. due ottimi allenatori OTTIMI
Entrambi uomini di valori solidi e lealtà straordinaria