ESC. CH – Women, Montesi: “Il Bentegodi un sogno, il gol un’emozione indescrivibile”

L'attaccante del Verona, prima giocatrice dell'Hellas a segnare al Bentegodi, ha parlato in esclusiva ai nostri microfoni

linda montesi hellas verona women
Ph. Riccardo Donatoni

Il gol segnato domenica scorsa da Linda Montesi, anche se non è servito a portare a casa punti, è già nella storia dell’Hellas Verona Women: l’attaccante romana è infatti stata la prima giocatrice della squadra femminile gialloblù (dalla sua nascita nel 2018) a segnare al Bentegodi.

Approfittando anche della sosta del campionato di Serie B Femminile, abbiamo quindi deciso di raggiungerla per scambiare con lei due chiacchiere e conoscerla un po’ meglio, ma anche per parlare del suo rapporto con la città, della stagione in corso e non solo.

Di seguito, dunque, la nostra intervista esclusiva a Montesi.

La scelta di Verona

Partiamo da questa estate: cosa ti ha convinta a venire a Verona?
«Avevo voglia di fare un’esperienza lontano da casa, quindi in estate ho cercato una squadra fuori da Roma e tra questi club c’era anche il Verona. Il progetto e la società mi sono piaciuti, quindi ci siamo accordati e credo di aver fatto un’ottima scelta».

Come ti stai trovando in città?
«Verona per me è una “piccola Roma”. Sicuramente passare da una città così grande a una di dimensioni più ridotte è stato un bel cambiamento, ma in senso positivo. Per fare un esempio, per raggiungere l’Olivieri ci impiego dieci minuti, mentre a Roma per arrivare al campo ci mettevo mezz’ora…».

Montesi dentro e fuori dal campo

Ci racconti un po’ che tipo di attaccante sei?
«Sono una punta centrale a cui piace molto lavorare per la squadra, facendo il lavoro sporco e tenendo palla, ma ovviamente mi piace anche molto segnare! In generale comunque penso molto di più a portare a casa il risultato che alle soddisfazioni personali».

Là davanti siete davvero in tante: com’è il rapporto con le tue “colleghe”?
«Io e le altre attaccanti sappiamo che ognuna di noi ha caratteristiche diverse e che quindi gioca chi serve in quel momento. Non c’è rivalità: siamo amiche, ci aiutiamo, ci confrontiamo e quando una di noi non gioca sostiene chi invece è in campo. Se un’attaccante fa bene e la squadra fa bene, siamo contente l’una per l’altra».

E fuori dal campo cosa fa Linda Montesi?
«Al momento sto frequentando Scienze Motorie all’università. Al di fuori del calcio mi piace poi tenermi impegnata e ho altri hobby e passioni: per esempio mi piace scrivere e disegnare, ma soprattutto stare con le persone a cui voglio bene. Cerco sempre di essere una persona solare e di portare spensieratezza negli ambienti che frequento».

Il campionato

La fine del girone d’andata si avvicina: come giudichi questa vostra prima parte di campionato?
«C’è sicuramente un po’ di rimpianto perché, per le qualità che abbiamo, avremmo probabilmente meritato qualche punto in più. Diciamo che non siamo sempre state costanti: abbiamo battuto il Como capolista, perdendo però al contempo punti contro squadre sulla carta più alla nostra portata. Siamo comunque una rosa giovane e si stiamo ancora conoscendo, inoltre penso che un passo falso possa anche aiutare a migliorare. Abbiamo fatto tesoro dei nostri errori e ci abbiamo lavorato sopra: nel girone di ritorno, proveremo a non ripeterli».

Ora la sosta, poi si va a Bologna: che partita ti immagini?
«Arriviamo a questa partita con la voglia di riscattarci perché nelle ultime gare potevamo portare a casa dei punti che invece non sono arrivati. Stiamo lavorando e credo che, se arriveremo con la giusta determinazione, a Bologna potremo disputare una buona partita. Non facciamo punti da un po’ (due sconfitte consecutive, ndr) e quindi abbiamo voglia di portarne a casa. Sarà sicuramente una bella partita».

Hellas attento al calcio femminile

La società vi sta dando grande sostegno e più volte è capitato di vedere il presidente Zanzi seguirvi anche lontano da Verona…
«Il presidente Zanzi è molto presente: ha assistito agli allenamenti pre-stagione ed è anche venuto anche a Frosinone e a Berlino. Ha sempre voluto essere coinvolto nelle nostre attività e ci ha sempre portato la sua serenità. È una persona che tiene molto al calcio femminile e che ci include molto, sostenendoci sempre, a prescindere dal risultato. Tutto questo non è scontato: non ci sono molte società che puntano così tanto su questo movimento e che sono così “fisicamente presenti”. Credo che sia un presidente da rispettare molto».

Arriviamo alla partita del Bentegodi, lo storico Double Header: che emozione è stata?
«È stata un’emozione indescrivibile, un sogno che si è realizzato. Ricordo che nel pre-partita, guardando negli occhi le mie compagne di squadra, vedevo una grande voglia di giocare e di dimostrare, ma anche un po’ di ansia. È stato bello vedere che, quando siamo entrate, erano rimasti tanti tifosi e che ci hanno applaudite. Penso che anche loro fossero contenti di vederci, altrimenti non sarebbero restati lì. Peccato per il risultato che ha un po’ rovinato il momento, ma è comunque stata una giornata indimenticabile. Speriamo di possa ripetere!».

Sei la prima e sin qui unica giocatrice dell’Hellas Verona Women ad aver segnato al Bentegodi: in un certo senso sei già nella storia di questa squadra…
«Ovviamente sono felice di avere questo “titolo”, ma per me il gol è stato più che altro per tutta la squadra. Era da un po’ che aspettavo di segnare, però sentivo che tutte le mie compagne e il mister avevano fiducia in me e non vedevano l’ora che ci riuscissi. Segnarlo proprio al Bentegodi, con il loro sostengo, mi ha procurato un mix di sensazioni difficile da spiegare a parole…».

Gli obiettivi

Dove può arrivare questo Verona secondo te?
«Siamo una squadra di qualità e con ampi margini di miglioramento: magari pecchiamo in esperienza, ma lavorando possiamo crescere tanto. Se troviamo i giusti equilibri e sistemiamo qualche dettaglio, credo che potremmo arrivare anche tra le prime quattro».

E Linda Montesi, invece?
«Ovviamente voglio far bene sia a livello di squadra che a livello personale. Mi piacerebbe arrivare a dieci gol, anche per fare un salto di qualità. Essendo la mia prima esperienza lontano da casa, voglio però anche conoscermi meglio, lavorare su me stessa e crescere non solo a livello calcistico, ma anche come persona. Stare qui, da sola e fuori dalla mia comfort zone, per me è una bella sfida».

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