Intervenuto in conferenza alla vigilia di Verona-Inter, tredicesima gara di questo campionato, mister Paolo Zanetti ha presentato il match ai microfoni della sala stampa di via Olanda.
DI seguito, dunque, le principali dichiarazioni dell’allenatore dell’Hellas.
SI RIPARTE. «Dobbiamo ritrovare il miglior Verona, questo è fuori discussione. La squadra si è riunita ieri e anche questa sosta ci ha tolto un giocatore importante, Duda. Cercheremo di mandare in campo chi sta meglio, ma siamo in casa nostra e dobbiamo disputare una grande partita».
L’ARBITRO. «Non ero l’allenatore dell’Hellas, ma mi ricordo bene l’episodio Bastoni-Duda. Si è detto tanto, ma fa parte del passato. Non ci deve interessare dell’arbitro, dobbiamo cercare di fare il massimo e sono convinto che anche il direttore si preparerà al meglio. Niente retro pensieri, conta il campo».
L’INFERMERIA. «Dawidowicz è recuperato e si candida per un posto. È un giocatore importante e Coppola ha avuto una distorsione alla caviglia, vediamo se sarà della partita. Duda l’abbiamo perso per tre settimane, forse un mese. Da capire le condizioni di Suslov dopo la sosta, mentre Tchatchoua ha viaggiato tanto, ma ha un motore diverso dagli altri anche nel recupero. Livramento è tornato dalla Mauritania, Belahyane è stato in Nazionale ma non ha giocato e sarà della partita: non ho mai nascosto il mio amore per questo ragazzino e domani avrà la possibilità di confrontarsi con giocatori che potrebbero diventare i suoi compagni: non intendo per forza all’Inter, ma a livello calcistico. Sono comunque tutti ragazzi che hanno fatti parecchi chilometri, valuterò nella rifinitura di oggi. Chi è rimasto qui ha lavorato tanto e bene».
L’AVVERSARIO. «Se si ragiona sull’Inter si finisce a fare una partita attendista. Loro sono tra le quattro più forti d’Europa, ma noi siamo al Bentegodi e in casa si sono già viste grandi cose. Faremo delle valutazioni tattiche, ma non vogliamo essere spettatori: vogliamo provare a metterli in difficoltà. Bisogna avere il giusto equilibrio, saremmo presuntuosi a pensare solo ad attaccare. Serve fare entrambi le fasi al meglio e alzare l’asticella su alcuni dettagli difensivi. Sarà determinante l’approccio, ma quando avremo la possibilità dovremo far male. Ogni partita è a sé: a Firenze abbiamo fatto bne, ma abbiamo preso gol dopo due minuti. Visti gli alti e bassi di questo inizio stagione, la continuità di prestazione è il nostro obiettivo. Non dobbiamo tirare fuori il 100% solo quando siamo con l’acqua alla gola per poi, quando non lo siamo, andare al 95% con tutti i nostri limiti. Siamo alla ricerca delle mentalità giusta per arrivare in fondo».
LA DIFESA. «Quando ero all’Empoli, prendevamo pochissimi gol e non segnavamo mai. Le stagioni e i momenti sono così. Odio colpevolizzare il singolo, serve che chi ha commesso l’errore non si senta completamente responsabile. Bisogna lavorare di squadra, far passare la tempesta e cambiare qualcosa per rompere il momento di difficoltà. Se qualcuno sbaglia nella partita, poi sbaglia in tutta la settimana: fa parte del gioco e di chi siamo. Gli errori sono arrivati da diversi giocatori: o cambiamo i singoli o lavoriamo su di loro».
IL MERCATO. «Quando sono arrivato a Verona, il presidente e il direttore sono stati chiari con me, sulle necessità e sul mercato. So cosa potrebbe accadere a breve ed è una sfida che ho accettato. Io sarà qui a combattere. Se per esempio Belahyane andrà via, arriveranno altri giocatori. Quello che conta è che l’Hellas faccia la Serie A anche l’anno prossimo, è la cosa che dico ogni giorno ai giocatori. Non mi sentirete mai lamentarmi delle scelte della società».
L’ESONERO DI GILARDINO. «Ognuno ha le sue vicissitudini interne, bisogna sapere cosa succede internamente. Di sicuro sappiamo che noi allenatori siamo legati ai risultati e a dinamiche che non solo determiniamo, ma che subiamo. Gilardino è un ragazzo eccezionale e un ottimo allenatore, quindi questo esonero non toglie niente a quello che ha fatto nell’ultimo periodo. Dall’esterno questa decisione delle società è vista come un dramma, ma fa parte del nostro mestiere. Fai un contratto lungo, poi nella difficoltà si cambia…».
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