Elisa Casellato, trevigiana di nascita ma veronese d’adozione, si è raccontata in una lunga intervista pubblicata sul sito ufficiale dell’Hellas.
Di seguito, dunque, le principali dichiarazioni rilasciate dalla centrocampista delle Women gialloblù.
GLI INIZI. «Ho iniziato a giocare da bambina con i maschi, poi a quindici anni sono arrivata nelle giovanili del Verona. Non è stato semplice perché non mi sono traferita: ero sempre in treno e questo mi è pesato. Avevo una vita completamente diversa dalle mie amiche: non ci vedevamo mai, il sabato mi allenavo e durante la settimana partivo alle 6:30 per andare a scuola e tornavo da Verona alle 22. Però ne valeva la pena, non ho mai dubito di voler fare questo nella vita».
L’ESORDIO. «Ho debuttato in prima squadra in Coppa Italia nel 2020, avevo sedici anni. L’anno successivo è poi arrivato l’esordio in Serie A contro il Milan, una partita che mi sono goduta e durante la quale sono riuscita a stare serena».
IL TAVAGNACCO. «Il prestito al Tavagnacco dell’anno scorso mi è stato molto utile. Ho capito quanto siamo fortunate a stare a Verona: lì c’era una situazione complicata e sono dovuta crescere in fretta. Mi sono presa le mie responsabilità e ho saputo adattarmi, tutte caratteristiche che mi tornano molto utili quest’anno».
IL PRESENTE. «Ora sono a Verona e sono felice. Ci spetta un campionato difficile, ma ci dobbiamo credere. Sono onorata e sento il peso di questa maglia, anche perché il Verona mi ha cresciuta ed è casa mia. Sento di avere un debito di riconoscenza da ripagare».
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