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Dawidowicz: “Juric, pilates, esercizi e dieta i miei segreti. L’Europeo? Ci spero”

Il difensore gialloblù, raggiunto dai colleghi de La Gazzetta dello Sport, ha parlato anche della Lazio, delle porte chiuse e non solo

È stata una lunga intervista quella concessa da Pawel Dawidowicz a La Gazzetta dello Sport: il polacco ha infatti toccato diversi argomenti interessanti, spaziando dal suo debutto in Serie A alla Nazionale ritrovata.

Queste, dunque, le principali dichiarazioni del difensore polacco.

LA “RIVOLUZIONE”. «In carriera ho pagato gli infortuni che mi hanno spesso fermato, poi ho cambiato tutto e ora mi sento meglio. Ho cambiato modo di prepararmi, prima e dopo gli allenamenti faccio esercizi che per prevenire i problemi fisici, pratico pilates e seguo una nuova dieta».

LA LAZIO. «Dispiace per il gol preso contro la Lazio: anche se bisogna dare merito a Milinkovic-Savic, noi dobbiamo imparare a gestire meglio certi momenti. Un modo è per esempio attaccare, perché se abbiamo noi il pallone gli altri non possono segnare».

LE PORTE CHIUSE. «Anche se ormai ci siamo abituati, non avere i tifosi allo stadio è un vuoto che si fa sentire: l’adrenalina non è la stessa e il rischio di distrarsi aumenta, quindi bisogna rimanere ancora più concentrati».

UN DEBUTTO… TRAUMATICO. «Quando fui espulso contro il Bologna, alla prima di campionato dell’anno scorso, pensai di averla fatta grossa: era la mia prima gara in Serie A e in tribuna c’erano anche i miei genitori. Fortunatamente la squadra pareggio grazie a una grande prova, però ricordo che mio padre non parlò per quasi tre ore: era quasi più distrutto di me (ride, ndr)! Io comunque gli spiegai che non mi sarei abbattuto e che avrei lavorato duramente per ripartire dopo quell’errore».

IL MISTER. «Con Juric ho lavorato molto sia dal punto di vista tattico che, soprattutto, sull’attenzione. Mi ha insegnato che se perdi un attimo gli avversari ti prendono un metro e magari segnano, quindi se non lo perdi eviti un gol».

L’OBIETTIVO. «Raggiunta la salvezza, ora vogliamo arrivare a quota cinquanta punti e poi, magari, all’ottavo posto. Sarebbe un risultato eccezionale».

LA NAZIONALE. «Aver ritrovato la Nazionale è bellissimo e mi auguro di avere altre occasioni e giocarci più spesso: credo che sia possibile se continuerò a stare bene e a migliorare con il Verona. L’Europeo? Ci spero».

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