Resta in contatto

Rubriche

Il pagellone invernale 2020/2021: la difesa

Silvestri è la solita saracinesca, Dimarco è definitivamente sbocciato. Amione invece è ancora acerbo

Il girone d’andata non è ancora del tutto andato in archivio, ma come da tradizione con l’arrivo del nuovo anno vi proponiamo il nostro pagellone di questa prima parte di campionato.

Cominciamo, come al solito, dalla difesa.

SILVESTRI: 8. Efficace, decisivo e costante (quest’ultima è forse la caratteristica più importante per un portiere): nei punti raccolti sin qui dall’Hellas c’è tanto del suo. SARACINESCA.

PANDUR: 6,5. Due partite di Coppa Italia, la prima delle quali decisa da una serie di suoi grandi interventi e da due rigori parati. Il ragazzo ha stoffa, ma chiaramente ha anche tanto bisogno di crescere. IL FUTURO.

BERARDI: s.v. Impossibile dargli un voto per l’apporto sul campo, ma tutti nell’ambiente gialloblù sanno quanto Alessandro sia importante tra le mura dello spogliatoio.

DIMARCO: 7. Dopo la scorsa annata in cui era più che altro rimasto a guardare Lazovic mettere a ferro e fuoco la fascia sinistra, in questa stagione si è ritagliato un ruolo di primaria importanza. Una quindicina di presenze totali, tre assist e un numero incalcolabile di chilometri percorsi e occasioni create. Questo può davvero essere il suo anno. SBOCCIATO.

FARAONI: 6,5. Complice anche qualche acciacco, in questa stagione appare meno dominante rispetto all’anno scorso. Il suo contributo in assist (due, entrambi decisivi ai fini del risultato) lo ha comunque dato. CORRI, FARA.

LOVATO: 6,5. Alterna prestazioni mostruose a incertezze dettate dall’inesperienza: insomma, esattamente quello che ci si aspetta da un ragazzo talentuoso ma ancora acerbo. PAZIENZA, GIOVANE PADAWAN.

UDOGIE: s.v. In un 2020 tremendo per tutti, quantomeno si toglie la soddisfazione di debuttare in Serie A, per di più a San Siro. Poco per dargli un voto, ma comunque una soddisfazione.

ÇETIN: 6. Più luci che ombre quando ha giocato, il punto è che finora, causa infortuni, ha racimolato solo cinque presenze totali tra campionato e Coppa. Speriamo che il 2021 gli permetta di mettersi più in mostra. FRAGILE.

CECCHERINI: 6,5. A Firenze negli ultimi tempi aveva faticato davvero tanto, ma a Verona ha dimostrato a Juric di poter essere più di un’alternativa per la difesa. AFFIDABILE.

GÜNTER: 6. Una buona partenza, poi tra infortuni e Covid la sua annata si è trasformata in un mezzo incubo. Speriamo che questa pausa gli abbia permesso di ristabilirsi e rimettersi in pari con i compagni. SFORTUNATO.

MAGNANI: 6,5. “Più sono grossi, più rumore fanno quando cadono”: deve essere questo il motto di Magnani, uno che si esalta quando si trova a dover affrontare gente grande e grossa almeno quanto lui. Dopo una partenza timida è infatti cresciuto esponenzialmente, arrivando ad annullare gente come Lukaku. PESO MASSIMO.

DAWIDOWICZ: 6. Il polacco è il classico giocatore che tutti vorrebbero: mai una parola fuori posto e sempre pronto quando chiamato in causa. Complici anche i tanti infortuni, si è ritagliato il proprio spazio e non ha certamente sfigurato. SOLDATINO.

EMPEREUR: 6. Discorso simile a quello fatto per Dawidowicz: finché è rimasto all’Hellas ha sempre dato tutto, facendosi trovare pronto quando chiamato in causa. Il suo addio è stato un fulmine a ciel sereno, ma non possiamo che augurargli il meglio. BOA SORTE.

AMIONE: s.v. Diciamocelo chiaramente: se dovessimo guardare alle due prestazioni in Coppa, il voto sarebbe insufficiente, ma francamente “stroncare” un classe 2002 arrivato nel calcio europeo da appena qualche mese ci pare eccessivo. Forse, però, un prestito in una serie minore potrebbe fargli comodo.

Per il pagellone del centrocampo clicca qui

2 Commenti
Subscribe
Notificami
guest
2 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments

Altro da Rubriche