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Il pagellone invernale 2020/2021: il centrocampo

Zaccagni giganteggia, Tameze gioca ovunque. Per il “vero” Lazovic, invece, bisognerà probabilmente aspettare ancora un po’

Il girone d’andata non è ancora del tutto andato in archivio, ma come da tradizione con l’arrivo del nuovo anno vi proponiamo il nostro pagellone di questa prima parte di campionato.

Dopo la difesa, tocca ora al centrocampo.

VELOSO: 6,5. Quando è in cabina di regia trasmette la sicurezza del capitano. Nonostante qualche problemino fisico finora è comunque riuscito a risultare decisivo con due reti e un assist. IL CERVELLO.

BARAK: 6,5. Questo ragazzone ha mezzi notevoli e lo si capisce, ma tende a essere un po’ discontinuo. Il suo apporto sin qui è comunque stato notevole, anche se quell’espulsione rimediata contro la Sampdoria è davvero stata una scemenza colossale: chissà come sarebbero finite le partite contro Inter e Fiorentina se ci fosse stato anche lui. INTERMITTENTE.

LAZOVIC: 5,5. Similmente a Günter, la sua stagione è sin qui stata fortemente influenzata da Covid e acciacchi muscolari. Al momento, purtroppo, Darko appare un lontanissimo parente del top player (come ama definirlo Juric) della scorsa stagione. Speriamo che il 2021 ci lo restituisca quello splendido giocatore. IN RODAGGIO.

ILIC: 6,5. Probabilmente nemmeno nelle sue più rosee previsioni avrebbe giocato così tanti partite in così poco tempo: sono infatti ben undici i gettoni stagionali raccolti sin qui dal classe 2001, presenze peraltro condite da due reti. Con i piedi che ha, se imparasse a gestire un po’ meglio le energie (nella ripresa tende a sparire) potrebbe diventare quello che i sudamericano definiscono “un crack“.

RÜEGG: s.v. Gli infortuni e il consueto “periodo di adattamento” non gli hanno ancora permesso di farci vedere di cosa sia in grado, quindi non è giudicabile, ma gli ultimi spezzoni ci fanno ben sperare.

ZACCAGNI: 8. Nella (quasi) perfetta macchina gialloblù, a spiccare è senz’altro lui. Da tre anni a questa parte (sì, contiamo anche quello di Serie B) il ragazzo ha intrapreso una crescita costante e impressionante che l’ha portato a essere protagonista in Serie A e a essere addirittura convocato in Nazionale. Tre reti e quattro assist il suo bottino stagionale, ma è evidente che se continuerà così questi numeri non potranno che crescere. TOP PLAYER.

BENASSI: s.v. Arrivato a Verona con un infortunio che, a distanza di mesi, non ha ancora superato. Emblematico il fatto che Juric lo abbia potuto allenare (si e no) per un giorno o due. L’impressione è che la sua avventura in gialloblù finirà ancora prima di cominciare veramente.

VIEIRA: 6,5. È vero che l’abbiamo visto poco, ma nelle tre occasioni in cui è sceso in campo si è sempre fatto valere con grinta (e con un gol). L’impressione è che tra i tanti assenti lui sia tra quelli di che più sono mancati a Juric. GUERRIERO.

TAMEZE: 6,5. Doveva essere il “nuovo Amrabat”, ma il campo ci ha mostrato un giocatore diverso: Tameze è infatti meno dominante rispetto al proprio “predecessore”, ma è probabilmente uno dei giocatori più duttili del campionato. Centrocampista, esterno, “terzo” di difesa o prima punta è indifferente, lui lo fa e anche piuttosto bene. Per info, chiedere alla Lazio. JOLLY.

DANZI: s.v. Un paio di partite (più uno scampolo di partita in cui viene mandato al macello da Juric: “terzo” di difesa su Gomez vi dice nulla?) per riprendere confidenza con il campo. A gennaio probabilmente gli farebbe bene cambiare aria per trovare un po’ di continuità.

 

Clicca qui per il pagellone della difesa

Clicca qui per il pagellone dell’attacco

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