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Juric: “Magnani e Lovato ci sono, Lazovic è negativo”

Il tecnico gialloblù ha presentato la sfida contro il Cagliari attraverso la piattaforma virtuale Zoom

Si è da poco conclusa la conferenza stampa di Ivan Juric, il quale a due giorni dalla sfida del Bentegodi ha presentato su Zoom la partita in programma domenica contro il Cagliari.

Di seguito, dunque, le sue principali dichiarazioni.

CINQUANTA PARTITE. «La più bella partita della mia gestione finora credo sia stata quella vinta in casa contro la Juventus. Quale rigiocherei delle cinquanta disputate a Verona?  Abbiamo sempre dato il massimo, quindi va bene così, non ne rigiocherei nessuna».

IL GRUPPO. «In questo periodo di emergenza abbiamo visto la grande voglia e lo spirito di sacrificio di questo gruppo, il che ci ha portato prestazioni e punti. Credo che questi risultati siano soprattutto merito dei ragazzi: io ho proposto loro situazioni nuove, anche mai provate in allenamento, ma la loro intelligenza tattica e la loro fame hanno fatto la differenza. In questo momento sono tutti davvero splendidi e, vista la situazione che stiamo vivendo dall’inizio di questo campionato, stanno andando oltre i propri limiti. Il nostro segreto? Siamo “fanatici” del lavoro».

L’ATALANTA. «A Bergamo ho visto un po’ meno gioco rispetto alle precedenti due partite, però è comprensibile con tutta questa emergenza. Con l’ingresso di Miguel siamo cresciuti, però i più grandi passi in avanti li ho visti nella voglia di sacrificio e in tante altre cose piuttosto che sotto il piano del gioco. Cosa ci ha fatto vincere? Io credo fosse una partita aperta a qualsiasi risultato, ma alla fine è andata bene a noi e male a loro…».

I SINGOLI. «Difficile dire chi siano i giocatori che più mi rappresentano in questa squadra, anche perché non voglio far torto a nessuno. Alcuni tra i giocatori che erano qui dall’anno scorso come Zaccagni, Dimarco e Dawidowicz hanno però fatto un passo in avanti».

CAPITOLO INFORTUNI. «Recuperiamo finalmente un po’ di giocatori, come per esempio Magnani e probabilmente anche Lovato, il quale ha però bisogno di lavorare con calma. Lazovic sta invece ultimando gli ultimi esami dopo il tampone negativo, quindi siamo in attesa. Gli altri sono invece ancora tutti fuori».

L’AMBIENTE. «Io sono allenatore che parla molto con la squadra, ma molto fa anche l’ambiente Hellas che ci permette di tirare fuori il meglio dalle persone. Non è da sottovalutare il fatto che io e D’Amico abbiamo le stesse idee e apprezziamo gli stessi atteggiamenti. Non è un caso che Berardi, il nostro terzo portiere, abbia firmato un triennale…».

IL MERCATO DI GENNAIO. «Al momento non abbiamo bisogno di vendere nessuno, quindi vedo il prossimo mercato di gennaio come una grande opportunità per rinforzarci. È chiaro che se dovesse arriva una “big” con una super offerta per qualcuno ne parleremo, però non abbiamo alcuna fretta».

IL CAMPIONATO. «Quello che stiamo disputando è un campionato difficile e imprevedibile nel quale le neopromosse viaggiano forte e chi ha investito è invece sotto. Il punto è che queste ultime squadre difficilmente rimarranno in basso a lungo, quindi bisogna rimanere concentrati e raggiungere l’obiettivo il prima possibile».

L’AVVERSARIO. «Di Francesco a Cagliari lavora su concetti che conosce e su una rosa che si rafforza di anno in anno per arrivare nella parte sinistra della classifica. Arrivano da una partita contro lo Spezia che meritavano di vincere ma in cui hanno incassato la rete del pareggio all’ultimo secondo, quindi vorranno rifarsi. La Coppa? C’è un po’ di rammarico perché volevamo andare avanti e avremmo potuto giocarci i supplementari, ma abbiamo preso gol su una distrazione a tempo scaduto».

L’ATTACCANTE. «Domenica davanti giocherà Di Carmine: l’ho visto muoversi molto bene e gli è solo mancato il gol. Voglio che si sblocchi, quindi domenica punterà ancora su di lui».

IL “FIGLIOCCIO”. «Pessina ha dimostrato di valere tanto e di essere cresciuto molto, infatti anche all’Atalanta se ne sono accorti e ora è un punto fermo per loro. Sono davvero contento che giochi perché io gli voglio davvero ben, per me è come un figlio e ha la mia stessa testa. Un suo ritorno a gennaio? Lo ritengo improbabile perché per lui sarebbe forse un passo indietro. Credo però che lui sia un fulgido esempio di come bisogna fare crescere i giovani, mandandoli in società che si conoscono per poi riprenderli quando sono più maturi».

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