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Il pagellone gialloblù 2019/2020: il centrocampo

Amrabat è una forza della natura, ma sono tanti i voti positivi nella zona centrale del campo

Il campionato è ormai alle spalle, quindi è giunto il fatidico momento per fare un resoconto generale della stagione appena trascorsa.

Insomma, come avrete capito è tempo di pagellone! Dopo aver analizzato la difesa, è ora giunto il momento di dare un’occhiata al centrocampo.

VELOSO: 7. Confermiamo bene o male quanto detto a gennaio: lo davano per “vecchio” e “finito”, ma lui sin da subito ha preso in mano la squadra, diventandone il cervello e mettendo la propria firma su cinque assist, tre reti e un autogol avversario. La sua pericolosità sui piazzati, il suo mancino fatato, la sua esperienza e la sua perfetta complementarietà con Amrabat lo hanno reso un giocatore imprescindibile per Juric. In leggero calo nelle ultime partite della stagione, ma viste le 34 primavere e il tour de force finale, è comprensibile. CERVELLO.

BADU. s.v. È umanamente impossibile dargli un voto dopo una stagione in cui è davvero stato bersagliato dalla sfortuna.

EYSSERIC: 5,5. Uno dei colpi a sorpresa del mercato invernale. Ha trovato poco spazio e quando ha giocato non ha particolarmente convinto. Non crediamo che Juric punterà su di lui per la prossima stagione. TOCCATA E FUGA.

VERRE: 6,5. Soprattutto nella prima parte di stagione gode della fiducia di Juric, mentre il suo minutaggio cala dopo il lockdown. Nel complesso la sua stagione (condita da tre reti e due assist) è positiva, ma l’impressione è che non sia neanche lontanamente riuscito a esprimere tutto il potenziale che l’Uomo di Spalato vede in lui. INCOMPIUTO.

LUCAS. s.v. Il capitano della Primavera strappa due spezzoni di Serie A. Ovviamente ciò non è sufficiente per dargli un voto.

ZACCAGNI: 8. Due reti e nove assist per il centrocampista romagnolo, forse uno degli elementi al contempo più importanti e meno chiacchierati di questo Hellas. Il ruolo di trequartista gli calza a pennello. Speriamo non si muova da Verona. IMPORTANTISSIMO.

DANZI: s.v. A lungo tormentato da un fastidio alla caviglia, gioca un minuto in tutta la stagione. Probabilmente l’anno prossimo verrà mandato in prestito per ritrovare con calma il campo.

PESSINA: 8,5. All’inizio sembrava essersi ritagliato il ruolo dello “spacca-partite”, ma con il tempo è cresciuto esponenzialmente diventando un titolare inamovibile per Ivan Juric: che fosse in mediana o sulla trequarti, la sua intelligenza tattica fuori dal comune lo ha fatto sempre rendere al meglio. Il suo bottino finale parla di sette reti, una sola in meno rispetto a Di Carmine, il capocannoniere della squadra. L’Uomo di Spalato vorrebbe trattenerlo a tutti i costi, e francamente non riusciamo a dargli torto. TUTTOCAMPISTA.

AMRABAT: 9. Il suo impatto con la Serie A è stato devastante: arrivato a Verona con la nomea di “mediano vecchio stile” tutto corsa, grinta e fisico, ha effettivamente messo in campo una forza, una volontà e dei polmoni fuori dal comune, ma anche una buona tecnica e una grande intelligenza. Con il senno di poi, la Fiorentina ha davvero fatto un affare: venti milioni per un giocatore del genere sono una bazzecola… FORZA DELLA NATURA.

LAZOVIC: 8,5. Tre (splendide) reti, sette assist e nessuna partita saltata: basterebbero già questi numeri a certificare la splendida stagione dell’esterno serbo, bravo a calarsi subito nella parte e a mettersi a disposizione del tecnico sia sulla fascia che, quando richiesto, sulla trequarti. Peccato per qualche gol mangiato di troppo, ma va bene così… STAKANOVISTA.

 

Clicca qui per il pagellone della difesa

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