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Juric: “Non posso immaginare un Verona senza Pessina. Mandzukic non è un’opzione”

Il tecnico gialloblù ha voluto presentare l’ultima conferenza stagionale in via Olanda, alla presenza dei giornalisti

Si è da poco conclusa la conferenza stampa pre-Genoa di Ivan Juric, il quale ha voluto chiudere la stagione parlando direttamente con i giornalisti in via Olanda.

Di seguito, dunque, le sue principali dichiarazioni.

IL GENOA. «Voglio andare a fare una partita serie e attenta, è giusto che sia così per chi ama il calcio e quindi la prepareremo così. È chiaro che sia una situazione particolare perché per esempio io ho fatto nove anni lì e Veloso è sposato con la figlia del presidente, ma sono convinto che andremo a giocarci la partita».

IL MERCATO. «Più o meno dovremo prendere una quindicina di nuovi elementi, all’interno dei quali ci sono giocatori in prestito che vogliamo acquistare. La prima cosa che Tony D’Amico vuole fare, infatti, è riconfermare alcuni dei giocatori non nostri ma che quest’anno hanno fatto davvero bene. Non so se sarà un mercato più facile, però qualche possibilità in più ce l’abbiamo. Mandzukic? Non è un’opzione, punteremo su altri giocatori».

LA SCINTILLA. «Non c’è stata una partita particolare in cui è scattata una “scintilla”, ma è stata una crescita progressione. Siamo partita da una squadra tosta e poi abbiamo aggiunto qualcosina di volta in volta. Anche nelle sconfitte, come quella contro l’Atalanta».

LA PERMANENZA. «La mia scelta di rimanere a Verona è venuta naturale, voglio partecipare a questo progetto e costruire qualcosa. La mia famiglia mi ha lasciato scegliere, anche perché se no divento pesante…».

LA “RETROCESSIONE DIGNITOSA”. «Quando sono arrivato avrei voluto cambiare quasi tutti, ma il presidente mi ha spiegato di non andare fuori dal budget. Chiaramente l’obiettivo era salvarsi, ma senza rischiare di andare fuori dai canoni economici».

I SINGOLI. «La crescita di Silvestri è grande merito del preparatore dei portieri: è un grande professionista. Kumbulla è stata una sorpresa, anche se non ho visto molte sue partite precedenti al mio arrivo per poter fare un confronto. Faraoni e Zaccagni sono cresciuti molto. Pessina deve rimanere per forza, non posso immaginare che non ci sia. Bocchetti? Non so ancora cosa farà l’anno prossimo».

PAZZINI. «Per me Pazzini nelle prime settimane non poteva giocare, era una scelta di livello tecnico: non faccio mai scelte in base alle simpatie personali. È però vero che io sia arrivato un po’ prevenuto nei suoi confronti, ma ho trovato un grandissimo professionista, quindi mi sono scusato perché a livello umano è stato il mio unico errore di quest’anno. Dalla nostra discussione comunque è nato un bel rapporto».

LE SCELTE. «Domani credo di recuperare solo Rrahmani, anche se devo dire che Faraoni e Dimarco hanno giocato bene in difesa. Il portiere? Gioca Radunovic, sia perché è un gran portiere sia perché se l’è meritato».

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