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ESC. CH – Women, Perin: “Al Verona per dimostrare il mio valore. Gioco ruvido? È un punto di forza!”

Ph. Mirko Barbieri – BPE

La giovane centrale difensiva dell’Hellas si è raccontata in esclusiva ai nostri microfoni

Arrivata in gialloblù lo scorso dicembre, Laura Perin ha subito preso per mano la retroguardia gialloblù, guadagnandosi praticamente da subito una maglia da titolare che continua a difendere anche quest’anno.

Centrale “vecchio stile”, fa della grinta e del gioco “ruvido” (ma mai violento) il suo punto forte, caratteristica fondamentale per un difensore di una squadra che deve aggrapparsi con le unghie e con i denti alla salvezza.

Volendo farvela conoscere un po’ meglio, abbiamo quindi deciso di raggiungerla: di seguito, dunque, la nostra intervista esclusiva alla classe ’97 giallonlù.

Ciao Laura! Come va? Come trascorri la quarantena?
«In questi giorni mi sto dedicando agli allenamenti e allo studio: devo preparare la sessione d’esami estiva e a luglio avrò la discussione di laurea. Diciamo che la giornata scorre abbastanza velocemente…».

In questi giorni per quanto riguarda la ripresa dei campionati regna l’incertezza: tu pensi che riuscirete a tornare in campo?
«Non purtroppo siamo in stand-by e non sappiamo ancora nulla, quindi ci limitiamo ad allenarci e ad attenerci alle regole. La nostra speranza è quella di tornare in campo, ovviamente in sicurezza, ma al momento proprio non saprei…».

Ci racconti un po’ quando la piccola Laura ha iniziato a pensare di giocare a calcio?
«Ho cominciato relativamente tardi, a 12 anni, nella squadra femminile del CF Pasiano, una società che avevo vicino a casa. Lì ho fatto tutta la trafila, arrivando anche in prima squadra, trasferendomi poi nel settore giovanile del Pordenone».

Arriviamo alla scorsa stagione, quando durante la finestra di mercato invernale arrivi a Verona e subito ti ritagli uno spazio importante…
«Quando ho ricevuto la chiamata ero al Tavagnacco: Verona è una piazza allettante, non potevo non prendere in considerazione un’offerta simile. La mia scelta è stata quasi un passaggio naturale: volevo dimostrare il mio valore, e farlo all’Hellas era una grande opportunità, quindi ho accettato. Una volta arrivata a Verona mi sono quindi subito messa a lavorare con impegno e dedizione per ritagliarmi un posto in squadra: alla fine è andata bene e sono rimasto molto contenta della scorsa stagione, motivo per cui ho deciso di rimanere anche per quest’anno».

Parlando appunto di questa stagione, come la giudichi?
«È una stagione “nuova”, ci sono stati molti cambiamenti ed è stato costituito un gruppo composto da ragazze giovani e da altre più esperte. Ovviamente quando si cambia molto è normale avere alti e bassi, però la nostra voglia di lavorare insieme e di raggiungere la salvezza ci ha permesso di creare un bel gruppo!».

Due parole invece sulla tua stagione a livello individuale?
«Penso che l’andamento personale rifletta un po’ quello collettivo. Io comunque cerco di fare meglio per poter così aiutare la squadra».

Come ti senti a essere una delle “ragazze immagine” delle Women? Ti diverti?
«Per il mondo femminile è farci vedere sia in campo che fuori. Nel momento in cui ci chiamano per eventi pubblici è giusto partecipare per far vedere che ci siamo anche noi e aumentare così la visibilità dal movimento».

Una leggenda metropolita vuole che tu abbia uno stile di gioco piuttosto “ruvido”: credi che questo corrisponda a verità?
«In realtà il mio stile di gioco si è anche affinato negli anni, quindi pensate a cosa dicevano prima (ride, ndr)! Scherzi a parte, credo di essere una giocatrice che fa anche dell’aggressività uno dei punti di forza, per un difensore centrale credo che sia una qualità: bisogna entrare decisi, anche se ovviamente non è per far male… In squadra poi si divertono a contare i miei cartellini gialli, ma in realtà solitamente li prendo per falli tattici, senza contare che quest’anno ne ho presi molti meno (ride di nuovo, ndr)! Il mio obiettivo è comunque migliorare anche sotto gli aspetti non prettamente difensivi, come la gestione della palla…».

C’è qualche giocatore o qualche giocatrice che definiresti idoli o comunque punti di riferimento?
«In ambito maschile ci sono molti esempi: penso in primis a Fabio Cannavaro, ma guardando all’estero anche Sergio Ramos mi piace molto. Nel femminile mi è piaciuta molto la crescita di Elena Linari, perché lavorando su sé stessa è riuscita a diventare una dei centrali italiani più forti, ma quella che apprezzo più di tutte è Cecilia Salvai: lei interpreta il ruolo in modo eccezionale!».

Obiettivi a breve e a lungo termine?
«Difficile pensare cosa succederà da qui a dieci anni, quindi mi concentro sul prossimo futuro. Diciamo che il mio obiettivo principale è la laurea, poi, se riusciremo a riprendere, ovviamente punto alla salvezza. In caso contrario, pensiamo alla prossima stagione…».

A proposito della prossima stagione: resti a Verona?
«Ora è presto per parlarne. Valuteremo poi più avanti…»

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