L’ex attaccante gialloblù si è raccontato durante una diretta Facebook condotta dai colleghi di SportDiPiù Magazine
Verona città, Mandorlini, i tifosi… Sono stati parecchi gli argomenti toccati da Juanito Gomez durante la diretta Facebook condotta dai colleghi di SportDiPiù Magazine e alla quale ha preso parte anche Vangelis Moras.
Senza perdere tempo, andiamo quindi a vedere le sue principali dichiarazioni.
VERONA CITTÀ. «La prima cosa che ricordo di Verona è il Bentegodi visto dal treno: arrivavo da Bellaria, dove avevo giocato in un piccolo stadio, quindi mi è subito rimasto impresso. Negli anni ho poi potuto conoscere meglio questa città, e mi è piaciuta così tanto che alla fine ho deciso di prendere casa a Peschiera…».
L’HELLAS. «A Verona ho avuto modo di giocare con calciatori fortissimi, in un gruppo bellissimo e in uno stadio sempre pieno: ho vissuto splendidi momenti sia in Serie B che in Serie A. Il 2-2 contro la Juve del 2014? Ricordo che ero in panchina e che il mister (Mandorlini, ndr) mi ha buttato dentro a cinque minuti dalla fine: a tempo ormai scaduto c’è stato il cross di Romulo e poi il mio colpo di testa, dopo il quale non ho più capito niente… (per prova video, date un’occhiata in fondo all’articolo, ndr)».
MANDORLINI. «Mister Mandorlini è uno tosto, vuole sempre migliorare e tenere la squadra sul pezzo: un autentico sergente. E a Cremona, qualche anno dopo, era pure peggio! (ride, ndr)»
LA “FOLLIA” DI RAFAEL. «Ogni tanto sento ancora Rafael, e parliamo ancora di quella sua pazzia nella partita contro la Ternana (stagione 2009/2010, Verona-Ternana 2-0, ndr): anche se lo nega, lui voleva segnare! In allenamento ci ha spesso dimostrato di essere veloce e bravo con i piedi, e se quella volta l’ha passata è solo perché non è riuscito a tenere palla come voleva!».
I TIFOSI. «Dopo tutti gli anni trascorsi a Verona, sento “mia” la tifoseria dell’Hellas, perché ci è stata sempre vicina anche quando le cose non andavano bene. Non è una piazza facile, c’è molta pressione e più di una volta abbiamo avuto dei confronti con i tifosi, però è bellissima! Mi piacerebbe ritrovare il Verona da avversario per poter salutare i miei vecchi tifosi!».
RITIRO? ANCORA NO. «Toni mi ha insegnato che finché uno si diverte deve continuare a giocare, ovviamente se il fisico lo sostiene. Io sto bene e al Gubbio mi diverto, quindi non mi pongo limiti. Conosco la categoria (Serie C, ndr), e se serve posso anche giocare in difesa o in porta, ma posso anche accontentarmi di fare gruppo o pulire gli scarpini! ride, ndr)».
UN MESSAGGIO DI SPERANZA. «Sono certo che andrà tutto bene: non so quando, ma succederà. L’importante è che ora tutti stiano al sicuro, ma quando sarà il momento ripartiremo e supereremo anche questa!».
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