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Melis ricorda il 3-0 al Toro: “Non ci prendevano mai. La società decise di non partecipare all’Intertoto”

Le dichiarazioni dell’attuale allenatore del Cagliari U17, che ricorda la vittoria per 3-0 a domicilio contro i granata

Martino Melis, ex centrocampista dell’Hellas Verona, ha parlato a L’Arena per ricordare il tris al Torino della stagione 1999-2000:

“È così, accidenti già vent’anni sono passati da quella partita. Un’eternità. Eravamo un grande gruppo e giocavamo un bel calcio ma ci mancava esperienza e consapevolezza nei nostri mezzi. Meglio non avevamo un calciatore che ci desse la personalità necessaria per sbloccarci. Arrivò a gennaio”.

MORFEO.Lui è stato un grande campione. Fu grazie a Morfeo che ritrovammo fiducia in noi stessi. Lui ci diede personalità e fantasia in attacco. Aveva gli occhi anche dietro la testa. Cammarata, io stesso e Salvetti segnammo spesso. Poi ci pensò anche Adailton. Il nostro 4 4 2 era micidiale. Tutto sommato pure nel girone d’andata avevamo fatto delle partite bellissime. Il problema è che non riuscivamo a segnare. Ripeto la chiave di tutto è stato Morfeo. Inserito in un bel gruppo, lo ha riacceso”.

TORINO. “E pensare che Domenico non c’era neppure, che partita. Non ci prendevano mai. Brocchi e forse proprio Salvetti, non ricordo, mi liberano ed io batto di sinistro Bucci. Il primo che mi salta in braccio è Italiano. In panchina vedo i pugni al cielo di Fanna che ha appena abbracciato Prandelli. Che gioia. Il Toro? Più ci legnava e più gli facevamo gol. Cammarata segna alla Vieri, incrocio e poi palla di ritorno in tuffo di testa. Gol e ancora gol. All’intervallo siamo già tre a zero per noi. Un sogno. Nel secondo tempo avremmo potuto farne altri tre. Il Torino se non sbaglio finì in nove. Andammo in Europa ma c’era da fare l’Intertoto e Pastorello disse di no. Poteva starci, ma di fatto togliemmo lo scudetto alla Juve battendola e poi firmammo altre imprese”.

CORONAVIRUS. “Che dite? Qua non si ricomincia più. D’altronde finchè il Paese non vince questa battaglia contro il virus, non ha senso ricominciare. A porte chiuse? Non è calcio dai. È una cosa molto triste restare chiusi in casa o muoversi per lo stretto necessario. Qui fra un mese e mezzo avrebbe dovuto iniziare la stagione. I miei amici veronesi stanno bene. Nel Veneto ho visto Zaia che ha fatto molto bene finora. La sua scelta sembra essere azzeccata. Qui il problema è a Sassari ora. Ma com’è possibile visto che siamo un’isola. Si doveva gestirla meglio”.

 

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