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Hellas, c’è la SPAL: il calciomercato può attendere

Nonostante i tanti nomi circolati, la sessione invernale non sembra essere al momento una priorità in via Olanda

Stand-by: dovessimo definire la situazione del calciomercato gialloblù, questa sarebbe probabilmente la parola più indicata, e alla base di ciò c’è più di una motivazione.

Cosa intendiamo dire? Proviamo a fare il punto della situazione.

UN MESE DI FUOCO. Quelle che da qui ai primi di febbraio attendono il Verona sono quattro partite di fondamentale importanza: dopo la SPAL arriveranno infatti Genoa, Bologna e Lecce, tutte sfide-salvezza da cui sarà necessario strappare punti pesanti. Partire bene già a Ferrara è il pensiero che al momento domina le menti dell’ambiente gialloblù (come si suol dire, “chi ben comincia è a metà dell’opera”…), quindi è probabile che tutti i discorsi di mercato verranno rimandati al 6 di gennaio.

ALLA FINESTRA. Altro aspetto da non sottovalutare è il fatto che le operazioni riguardanti Amrabat e Rrahmani non sembrano ancora essersi concluse: prima di muoversi il Verona ha bisogno di sapere se, come, quando e soprattutto a quanto ciò avverrà, dopodiché potrà agire di conseguenza.

OPERAZIONI OCULATE. Il terzo e ultimo fattore da prendere in considerazione è che non c’è alcuna frenesia e soprattutto non c’è alcun bisogno di toccare granché: il giocattolo Verona funziona, gli attaccanti sembrano essersi sbloccati e buttarsi sul mercato “tanto per fare” avrebbe poco senso. Certo, qualcosa da sistemare c’è, come liberare due posti in lista per Badu e Bessa nonché trovare una sistemazione a Di Gaudio e Crescenzi, ma si tratta di operazioni “minori” (tanto per dire, Tutino libererà quasi sicuramente un posto) e che quindi potranno essere messe a punto con relativa calma. A partire, come detto, dal 6 gennaio.

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