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Verona e il suo Credo: un derby storico a tinte gialloblù

A Verona un derby non è mai solamente una partita di 90′: è preparazione, sfottò tra conoscenti, chiacchiera al bar decidendo la formazione tutti assieme. A Verona, il derby è amore puro per i propri colori: pazienza se poi sono gli stessi da entrambe le parti, ogni tifoso vede i propri più brillanti.

Il Derby della Scala si gioca ormai dal 1994, quando il 10 dicembre Hellas Verona e Chievo Verona si affrontarono allo Stadio Bentegodi nel campionato di Serie B: terminò 1-1, aprendo le danze della rivalità.

La grande data storica è il 18 novembre 2001: Verona si veste elegante e sale sul palco più importante, quello della Serie A. Una partita attesa, vissuta in modo intenso, sospendendo il tempo perché tutti volevano vedere come sarebbe andata a finire: perché si sa, il derby è la partita che proprio nessuno vorrebbe perdere. Così, quel 18 novembre, l’Hellas si porta a casa la vittoria più dolce: 3-2 in rimonta, per un Verona che a quel tempo annoverava tra le proprie fila giocatori come Mutu e Camoranesi.

Il tempo passa, la rivalità rimane: il 22 ottobre di quest’anno si è giocato un derby tosto, combattuto, che ha visto il Chievo portare a casa la vittoria. Una sconfitta che brucia ancora, e che mercoledì i ragazzi di Pecchia dovranno ricordare per scendere in campo onorando l’importanza di questa partita. Perché quando si scende in campo al Bentegodi in questa partita, ci si deve dimenticare di qualsiasi altra cosa: della classifica, della competizione, di tutto. L’unica cosa che conta è vincere.

Comunque vada a finire, sarà il match della storia: mai, fino a questo momento, Hellas e Chievo si sono scontrate in Coppa Italia. E fermando qualsiasi tifoso per strada, vi dirà una cosa sola: nessuno vuole perdere una partita del genere. Perché Verona ha due religioni, e ogni gialloblù ci crede fino in fondo.

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