Il portiere gialloblù, raggiunto da La Gazzetta dello Sport, non nasconde la propria ambizione
Dall’Hellas alla Nazionale: questo il percorso che Lorenzo Montipò vuole intraprendere in maglia gialloblù. Raggiunto dai colleghi de La Gazzetta dello Sport, il portiere dell’Hellas non ha infatti nascosto i propri obiettivi, indicando in Verona la piazza giusta per raggiungerlo.
Di seguito, infatti, le principali dichiarazioni rilasciate dal classe ’96 ai colleghi della Rosea.
LA CARRIERA. «Sono arrivato un po’ tardi perché sono partito dal basso, ma sono orgoglioso di avere fatto la gavetta nelle serie minori e credo mi abbia aiutato molto. Ringrazio anche Di Biagio: ai tempi dell’Under 21 ha avuto fiducia in me anche se con Tonali, che era però già considerato un giocatore di prospettiva, ero l’unico a giocare in Serie B».
EREDITÀ PESANTE. «Silvestri è un grande portiere, ma al mio arrivo non ho avvertito particolari pressioni. Sono arrivato infortunato, ma sono stato accolto bene e da allora siamo cresciuti tutti. Ora avverto la fiducia del gruppo, sento che con me i miei compagni si sento al sicuro. Ho le idee molto chiare: sono qui per salvare il Verona e per puntare in alto».
TRA HELLAS E OBIETTIVI. «Il Verona è un trampolino per restare ad alti livelli in Serie A, magari anche rimanendo qui a lungo, ma soprattutto per conquistare la Nazionale: dopo le “Under”, spero di arrivare a realizzare questo sogno. Per farcela servono ambizione e il posto giusto, Verona può essere quel posto. L’Europa con il club? Sognare è lecito, ma intanto puntiamo ai quaranta punti. Se poi dovessero arrivare già durante le prossime due giornate, magari proveremo a fissare nuovi obiettivi».
IL GRUPPO. «Se devo scegliere chi mi ha impressionato di più tra i miei compagni in rapporto a età e qualità, scelgo Ivan Ilic. È un 2001 ma in campo ha la personalità di un giocatore in Serie A da anni. In generale comunque non mi aspettavo compagni così forti, anche quelli che subentrano sono di grande qualità e Tudor aiuta tutti a esprimerla. Il mister ci ha dato una svolta sotto il profilo mentale, è un martello e ci spinge ad andare oltre i nostri limiti. Questo lo si vede in partita, pressiamo per novanta minuti e cerchiamo di imporci a livello fisico. Ci proveremo anche all’Olimpico».


