Simone Bragantini, dopo la fine del proprio contratto con l’Hellas Verona Women, saluta con amarezza e una vena polemica il club da cui era stato esonerato lo scorso marzo.
Attraverso un lungo messaggio affidato ai propri social, l’ex tecnico della squadra femminile gialloblù ha parlato dell’orgoglio di aver potuto rappresentare la propria città, non dimenticando tuttavia di sottolineare come dopo il suo addio le cose non siano certo andate come programmato dalla società.
In particolare, il tecnico si è soffermato sul distacco dalla zona retrocessione, passato da +8 a +3 sotto la gestione di Joan Moll (per lui due punti in otto partite alla guida del Verona).
Il messaggio social di Simone Bragantini
«Oggi si conclude ufficialmente la stagione 25/26.
Beh, caro vecchio Hellas Verona, è stato un onore poter rappresentare i tuoi vessilli. Poter indossare i colori della propria città è motivo d’orgoglio.
Senza mancare di rispetto, ora non mi riferisco alla società, ma voglio ringraziare quella pazza fede gialloblù che contraddistingue noi tifosi veronesi: dopo il mio esonero ho compreso maggiormente il significato di un coro spesso intonato dalla Curva “Cambieranno i giocatori, il presidente, l’allenator, ma il Verona resterà per sempre nel mio cuor!”.
Tornando a quando mi hanno sollevato dall’incarico, beh, sono decisioni indipendenti dal proprio volere. Certo ci sono dati oggettivi che possono qualificare la scelta: +8 dalla retrocessione al momento del mio esonero, +3 sulla prima retrocessa a fine campionato. L’obiettivo era la salvezza e la salvezza è arrivata.
In bocca al lupo caro vecchio Hellas!
Come dico sempre, “la fine è solo un nuovo inizio”. Come dove e quando chissà, ma sicuramente si andrà sempre avanti».
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