Intervistato dai colleghi de La Gazzetta dello Sport, Rino Foschi è tornato a parlare del proprio periodo passato come dirigente all’Hellas Verona.
Tra i vari argomenti trattati, ovviamente, i grandi colpi messi a segno, ma anche alcuni rimpianti come per esempio Pavel Nedved e Zlatan Ibrahimovic.
I retroscena di Rino Foschi
L’HELLAS. «Il Verona è stato la grande fortuna della mia carriera, li ho lavorato con Giambattista Pastorello, che arrivava dal Parma. Pastorello senior mi ha insegnato tutto, per esempio il silenzio e la rapidità. Tacere e operare. All’Hellas facemmo su e giù tra Serie A e Serie B, portai Prandelli come allenatore e giocatori come Cammarata, Binotto, Camoranesi. Il colpo più riuscito al Verona? Gilardino».
I RIMPIANTI. «Federico Pastorello, figlio di Giambattista, muoveva i primi passi, andava a caccia di potenziali campioni e mi segnalò Ibrahimovic. Andai a seguirlo per una settimana: non era male, ma all’epoca giocava mezzapunta e noi avevamo bisogno di un attaccante. Inoltre, seguendolo, notai che la notte andava per bar e che beveva un po’ troppo. Alla fine comunque non lo prendemmo perché costava troppo, non per “colpa” mia. Quando ero al Verona, Raiola mi trascinò a Praga a vedere un Nedved: l’avrei comprato, ma anche lui costava troppo e alla fine andò alla Lazio».
I GRANDI COLPI. «C’è un dato mi rende orgoglioso. Nell’Italia campione del mondo 2006 c’erano cinque giocatori presi da me al Palermo: Toni, Grosso, Barzagli, Barone e Zaccardo. Con loro c’erano poi Gilardino, Oddo e Camoranesi, tutti e tre con me all’Hellas».
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Io ho seguito Maradona Cruijff e Pelé….
E parche non ieto tolti??
E nessuno è arrivato …..chissà come mai ….
Imbriagon
”costa troppo” e’ da sempre un mantra per noi!
Chi se ne frega!?
Ibra non ricordo, ma Nedved si, dopo gli europei svoltasi in Inghilterra.
Ma finisela