Primavera, Ravasio: “Dopo la convocazione con la Juve non ho dormito. E quella chiacchierata con Buffon…”

Il portiere gialloblù si è raccontato ai microfoni di Hellas Channel

Intervenuto ai microfoni di Hellas Channel per la rubrica Visti da vicino, Manuel Ravasio si è raccontato ai microfoni del canale ufficiale del Verona, ripercorrendo tutta la propria avventura in gialloblù.

Di seguito, dunque, le principali dichiarazioni del portiere classe 2005.

L’ARRIVO AL VERONA. «Un giorno mi stavo allenando con la mia vecchia squadra, il Villa Valle, e il direttore sportivo mi disse che l’Hellas era interessato a me e che mi voleva fare dei provini. Dopo essermi allenato sia con l’Under 17 che con i preparatori Cataldi e Castiglioni, a giugno è arrivata la chiamata del Verona e sono stato aggregato al settore giovanile».

GLI STANDARD. «Rispetto alla Serie D sono cambiati molto i ritmi: qui c’è sempre un’intensità molto più alta e mi viene richiesto di fare di più. Bisogna sempre andare al massimo, superando la fatica e i propri limiti, perché solo così si può migliorare».

IL CARATTERISTICHE. «Gli altri portieri mi dicono che mi distinguo per la mia abilità con i piedi: ho un buon sinistro e sono bravo con i lanci verso i compagni».

I MODELLI. «Montipò è un modello per me: da quando sono qui, lui è sempre stato il titolare. Anche Perilli e Berardi però sono degli ottimi portieri e sono anche delle bravissime persone. In allenamento mi aiutano tanto e cercano di farmi sentire parte del gruppo anche se vengo dalla Primavera. Mi ispiro a loro perché sono in prima squadra in Serie A, ed è lì che voglio arrivare anch’io. In passato ho anche avuto modo di parlare al telefono con Buffon, un punto di riferimento per tanti portieri della mia generazione. Ho anche i suoi guanti autografati a casa. Ora vorrei incontrarlo dal vivo…».

LA PRIMA CONVOCAZIONE. «Sono stato convocato in prima squadra per l’amichevole contro il Bologna durante la pausa dei Mondiali 2022 e poi per una gara contro la Juventus a Torino, il 1° aprile 2023. È scontato dire che è stata un’esperienza bellissima, anche perché, oltre essere la mia prima convocazione in Serie A, era anche una partita importante. Ricordo benissimo l’entrata in campo all’Allianz Stadium: eravamo nel tunnel d’ingresso e c’era mister Cataldi dietro di me che diceva di fare quello che faccio sempre, di essere me stesso e stare tranquillo nel riscaldamento; mentre mi parlava siamo entrati in campo e, vedendo quello stadio immenso, non ho sentito più nulla… È stata un’emozione talmente forte che quella notte non ho dormito».

GLI OBIETTIVI. «Da quando ho iniziato a giocare a calcio, voglio arrivare ai massimi livelli. Nel breve periodo devo pensare a migliorare giorno dopo giorno, cercando di giocare più partite possibili per far vedere quello che posso fare. Un’ambizione che ho sicuramente è quella di poter tornare a vestire la maglia della Nazionale: ho già avuto l’onore di indossarla due anni fa e e vorrei rifarlo».

LA NAZIONALE. «Sono stato convocato per lo stage dei portieri con l’Under 18 dell’Italia e anche per una partita ufficiale contro la Spagna, anche se in quell’occasione non ho giocato. Era il mio primo anno all’Hellas ed è stata veramente un’emozione molto forte».

Redazione

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