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Setti (terza parte): “Più di così non possiamo. Marroccu? Non c’è solo lui. E su Tudor e il mercato… “

Il presidente gialloblù durante quest’ultima parte ha parlato anche dell’eventuale cessione del club

Continua la lunga chiacchierata del presidente Setti con i colleghi di Telenuovo.

Di seguito, dunque, la terza e ultima parte dell’intervista concessa ai microfoni dei giornalisti dell’emittente scaligera.

SOGLIANO. «Con Sogliano c’è stato un bel rapporto schietto e diretto, l’ho voluto fortemente perché era un bravo direttore sportivo. La differenza con D’Amico è che Tony è una mia “creatura”. È un talento, potrebbe essere il nuovo Sabatini».

LA MULTIPROPRIETÀ. «Un aiuto per il Verona o per il Mantova sarebbe cosa gradita, noi più di così non possiamo fare. Pensate solo che abbiamo speso più di un milione di euro di tamponi. Gli americani però non li abbiamo ancora visti. Cento milioni di dollari? Per città, storia, blasone e situazione attuale, non bastano per l’Hellas».

IL FUTURO DIRETTORE. «Non ho ancora deciso nulla per quanto riguarda il sostituto di d.s., ma prima si deve chiudere con D’Amico. Marroccu? È bravo, esperto ed è un profilo che valutiamo, ma non c’è solo lui. Anche Accardi ha dimostrato di essere bravo nonostante sia giovane. Petrachi è un profilo interessante. Vediamo, ce n’è anche un quarto che però non vi dirò mai. Non c’è comunque fretta, ora abbiamo una base di giocatori ben definita».

TUDOR. «Per l’anno prossimo ho un allenatore, c’è un contratto che prevede un rinnovo automatico di Tudor. Chiaramente poi bisognerà essere chiari e onesti sui programmi della società. Sorpreso da Tudor? Sapevamo fosse l’allenatore più vicino a Juric e credo che arrivare qui abbia fatto bene anche a lui. Ha un carattere completamente diverso da Juric, ma anche lui ha un grande cuore. Se dovesse andare via sarebbe un bel casino. Ho in testa qualche nome, tra i quali anche Cioffi. A Udinese ha fatto belle cose, ciò che importa a noi è che il futuro allenatore mantenga una filosofia di un certo tipo. Il tiki taka non fa per noi».

IL MERCATO. «Simeone è un bravo ragazzo e ha fatto una bella stagione. Salvo complicazioni, lo riscatteremo, poi vediamo cosa cerca lui perché le cose si fanno in due e per noi comunque ha uno stipendio importante. Barak ora si sente un giocatore da grande club e se andrà via sarà per fare un passo importante. Sicuramente non sarà facile da rimpiazzare. Tameze è un giocatore importante, ma se lo tengo dipende anche dalle offerte che gli faranno. Non dimentichiamoci comunque che abbiamo Hongla. Piccoli? L’abbiamo bloccato».

OBIETTIVI. «L’anno prossimo vogliamo nuovamente raggiungere la salvezza. Poi vorrei anche fare il centro sportivo, una tappa essenziale per ogni società».

 

Per la seconda parte dell’intervista, clicca qui

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