Resta in contatto

Esclusive

Amione a CH: “Qualche anno fa stavo per smettere. Stellone mi ha dato fiducia. Verona, sono pronto!”

Le dichiarazioni del giovane difensore argentino in prestito alla Reggina

Una prima parte di stagione da oggetto misterioso e un inizio di 2022 da protagonista. Bruno Amione si sta rivelando come uno dei giovani più interessanti del campionato di Serie B. Undici presenze dall’esordio arrivato lo scorso 22 gennaio contro il Monza per il difensore di proprietà dell’Hellas Verona in prestito alla Reggina. Il classe 2002 è diventato in poco tempo una certezza al centro della linea a tre del neo allenatore Stellone. Un rendimento che sorprende, ma fino a un certo punto, visto che l’Hellas lo aveva acquistato nel 2019 per quasi 2 milioni dal Belgrano, dopo che anche Walter Samuel si era espresso positivamente sulle sue qualità. Per commentare la sua crescita, CalcioHellas.it lo ha contattato in esclusiva:

Qual è il bilancio sin qui della tua esperienza alla Reggina?
Quando sono arrivato qua non ho giocato fino a gennaio, ma Stellone mi ha dato fiducia e ora mi sento bene anche fisicamente. Sono felice. Sto giocando e questo è l’importante. Io mi sono sempre allenato al 100%, anche con altri allenatori, ma lui mi ha visto e mi ha schierato”.

Come ti trovi nel ruolo in cui ti fa giocare Stellone?
“Con la Primavera giocavo come terzino sinistro, ruolo che ho ricoperto anche in Argentina, poi a Verona ho giocato anche nella difesa a tre come sto facendo qui. Preferisco giocare così che a quattro”.

A gennaio eri stato richiesto da Lanus, Racing e Rosario Central, ma sei rimasto alla Reggina…
“È stato il momento più difficile perché non avevo mai giocato. Al mio agente avevo detto che volevo rimanere in Italia: qui sto bene e volevo aspettare la possibilità di giocare”.

Quanto è stato importante trovare un connazionale come Denis?
“È un grande compagno, è importante trovare un altro argentino, con lui facciamo l’asado. Quando sono arrivato mi ha aiutato molto. Durante la trattativa mi ha chiamato il ds Taibi e poi tutti i giorni German per convincermi. È per questo che sono venuto qui”.

Lui ma anche la tua famiglia…
“Mi ha seguito prima a Verona e poi a Reggio. A capodanno siamo tornati a Verona, dove ho ancora la casa. Quando ero in Argentina gli avevo detto che sarebbero dovuti venire sempre con me”.

La tua famiglia è stata importante anche quando qualche anno fa stavi per smettere…
“Io ho iniziato a giocare a Santa Fe e poi sono andato a Cordoba per giocare nel Belgrano quando avevo 14 anni. Un giorno mia nonna si è sentita male, a distanza di 3 giorni mia mamma è tornata a Santa Fe e le hanno detto che era morta. Io non sono potuto andare al funerale perché ci vogliono 10 ore di macchina. Sono dovuto rimanere a Cordoba ed è stato un momento difficile: l’infanzia l’ho passata insieme a lei e non volevo più giocare a calcio. La mia famiglia mi ha aiutato a continuare a giocare ed è arrivata la chiamata della nazionale Sub15, poi le ho dedicato il gol e la vittoria in finale contro il Brasile al Sudamericano Sub15”.

 

A fine stagione tornerai a Verona, che ricordo hai della tua esperienza in gialloblù?
“All’esordio contro il Venezia non sono andato bene, Juric mi mise a destra, dove non avevo mai giocato. Juric però è un grande allenatore e con lui sono cresciuto molto, anche se non ho avuto molto spazio. Per fortuna che c’era lui che parlava in spagnolo all’inizio. Con Di Francesco ho fatto il ritiro, ma non è andato bene perché arrivavo da un infortunio alla caviglia in una partita della Primavera contro la Lazio. Per questo non mi sono allenato bene, ma ora penso di essere pronto”.

Continui a sentirti con alcuni dei tuoi compagni al Verona e cosa pensi della loro stagione?
“Parlo ancora con Bessa e Cancellieri. Simeone l’ho visto, ma quando lui è arrivato io sono partito. Penso che stia facendo bene ed è fortissimo. Spero di conoscerlo la prossima stagione. Ho giocato con Coppola nella Primavera: è bravo, mi aspettavo che potesse far bene”.

Ti senti pronto per il Verona?
“Penso di essere pronto, sono cresciuto e devo continuare così. Mi è servito un po’ di tempo per capire il calcio italiano che è diverso da quello argentino”.

Quali obiettivi hai per il tuo futuro?
“Voglio continuare a crescere per essere chiamato in nazionale. Lo scorso anno sono andato a Tokyo con l’U23 per giocare due amichevoli, ma ora il grande sogno è la chiamata nella nazionale maggiore. Con Soulé ho giocato nell’U17, lo conosco, io devo continuare ad allenarmi bene, il resto arriva da solo”.

 

2 Commenti
Subscribe
Notificami
guest

2 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments

Altro da Esclusive