Faraoni: “A Verona sento l’affetto. Offerte? E per andare dove?”

L’esterno gialloblù ai microfoni de L’Arena ha parlato anche dei tecnici avuti all’Hellas, ma non solo

Un futuro gialloblù, magari in difesa per rifiatare dopo tanti anni passati a galoppare sulla fascia: questo quanto si immagina Marco Davide Faraoni per i prossimi anni.

Raggiunto dai colleghi de L’Arena, l’esterno dell’Hellas ha infatti parlato del proprio avvenire, ma anche del recente passato e non solo.

Di seguito, dunque, le sue principali dichiarazioni.

VERONA. «Ero scivolato in Serie B (con il Crotone, ndr), ma Verona mi ha dato un’altra possibilità. Qui sento l’affetto della gente anche quando porto i bimbi a scuola, vado a fare la spesa e ovviamente allo stadio: gli applausi dei tifosi non mancano mai, sanno che io come gli altri lavoro tanto. Mi è piaciuto molto lo striscione che recitava “Sono finite le gite a Verona”, vuol dire che venire al Bentegodi è dura per tutti, formazioni più blasonate comprese».

IL MERCATO E IL FUTURO. «Ho ricevuto offerte, ma per andare dove? O arriva un top club oppure il Verona negli ultimi anni ha superato squadre di valore come Bologna e Udinese. E poi, come diceva Gonzalez quando era al Novara, “è meglio essere la testa di un topo piuttosto che la coda di un leone”. Il futuro? Ho trent’anni, magari per allungarmi la carriera potrei arretrare in difesa: fare su e giù per la fascia alla lunga ti distrugge».

I GOL. «La mia rete più importante è stata quella segnata a inizio stagione contro la Roma perché ci ha consegnato la prima vittoria in campionato. La seconda sarebbe stata quella a San Siro contro l’Inter (aprile 2021, ndr), ma me l’hanno annullata».

ROMA E VENEZIA. «Sono ancora un po’ arrabbiato per il pareggio contro la Roma, ma li abbiamo fatti tremare e abbiamo portato a casa un buon punto. Ora però testa al Venezia perché non sarà facile».

GLI ALLENATORI. «Grosso non ha avuto i risultati, ma il suo calcio mi intrigava: partivamo dal basso e io ho fatto anche la mezzala. Aglietti è stato umile e rapido nel capire la situazione. Juric ci ha portato una mentalità vincente e il suo modo di giocare mi ha concesso una visibilità incredibile. Mi dispiace per Di Francesco, un tecnico preparato ma che non ha ottenuto quanto sperato. Tudor ci dà sempre qualcosa in più e ha lavorato sulla nostra autostima: siamo più forti rispetto all’anno scorso, ma l’abbiamo capito solo con lui. Quando attacchiamo, facciamo paura».

IL PRESIDENTE. «Setti è molto presente e spero che ci possa aiutare a trovare nuovi obiettivi una volta salvi. Abbiamo disputato un’ottima stagione e non vogliamo ripetere il black-out della scorsa stagione».

Redazione

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3 Commenti
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Stefano
4 anni fa

Grandissimi Fara professionista serio .

Anto69
4 anni fa

Ahhh…che gol di Capitan Marco con la Roma all’andata….Una perla!!

giallo blu
4 anni fa

Vai Setti sei un presidente bravo e con obiettivi sempre migliori. Avanti giallo blu.

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