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Montipò: “Il Milan ha due squadre, ma vogliamo sfatare il tabù”

Il portiere gialloblù, raggiunto da L’Arena, ha parlato anche del proprio arrivo e dell’infortunio di inizio stagione

È un’intervista lunga e ricca di spunti interessanti quella concessa da Lorenzo Montipò a L’Arena e comparsa sull’edizione odierna del quotidiano: ai microfoni dei colleghi il portiere ha infatti parlato di Tudor, del proprio infortunio e del Milan, ma non solo.

Di seguito, dunque, le sue principali dichiarazioni.

TUDOR. «Prima dell’arrivo di Tudor non c’era una crisi di gioco, ma solo di risultati. La società ha messo noi giocatori davanti alle nostre responsabilità e siamo ripartiti insieme, il mister ha portato grande positività. La parata più bella? Quella su Manaj dello Spezia».

IL PREPARATORE. «Avevo già avuto Cataldi a Novara. Devo ringraziare la società che mi ha dato questa opportunità, ma credo che oltre a Setti e D’Amico anche Massimo abbia contribuito al mio arrivo. Con lui lavoro molto sulla tecnica e sulla qualità dell’intervento. Lui poi analizza tutte le mie prestazioni e i miei interventi, quelli con i piedi e gestione della palla compresi».

L’INFORTUNIO. «Ancora lo scorso gennaio mi ero fatto male al menisco, quindi mi hanno praticato una suturazione meniscale e ho dovuto lavorare tutta l’estate. Ora però è solo un ricordo».

LA SQUADRA E LA CITTÀ. «Ilic ha grande personalità, la squadra invece è solidissima. I ragazzi mi hanno subito fatto sentire uno di loro: credo sia questo il segreto del Verona. La città? Io e la mia fidanzata l’avevamo già conosciuta due anni fa durante un weekend. Bellissima».

IL PROSSIMO AVVERSARIO. «Il Milan ha una grande squadra, anzi, ha praticamente due rose. Sarà durissima, ma noi ci proveremo: l’Hellas deve sfatare il tabù del Meazza».

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