Myrtaj: “Il Verona non doveva vendermi! E su Kalinic e Lasagna…”

L’ex attaccante gialloblù ha parlato a L’Arena tra passato e presente

Ancora un giorno e poi sarà Verona-Catanzaro, primo match ufficiale della stagione gialloblù. In vista della sfida di Coppa Italia, i colleghi de L’Arena ha raggiunto il doppio ex Florian Myrtaj per scambiare due parole tra passato e presente.

Di seguito, dunque, le sue principali dichiarazioni.

L’ESPERIENZA GIALLOBLÙ. «Verona per me fu la prima piazza importante, ha una tifoseria unica. Quando nel 2005 mi cedettero al Catanzaro ci rimasi male, penso che se fossi rimasto avrei fatto qualche gol utile per la Serie A. Ricordo la partita in Calabria tra Catanzaro ed Hellas: se l’Hellas avesse vinto, sarebbe stato promosso, ma finì 1-1. Peccato perché con Bogdani facevamo coppia fissa anche con l’Albania. Dovevate tenermi (ride, ndr)! Alle punte capita di “incepparsi”, non ti scatta più la scintilla dentro e vivi dei momenti di solitudine. Della mia carriera, però, non posso lamentarmi».

GLI ATTACCANTI ODIERNI. «Sia Kalinic che Lasagna non vedono più la porta, come era capitato anche a me. Kalinic è da un po’ che si è inceppato, eppure quando andò al Milan ero convinto che avrebbe sfondato. Secondo me è più adatto al gioco di Di Francesco che a quello di Juric, è bravo a far salire la squadra e ha una tecnica invidiabile. Per quanto riguarda Lasagna, non ha mai segnato tanto e non è mai stato una punta da venti reti. È il numero uno quando si tratta di spaccare le partite con la sua velocità e fa solo gol belli, ma i bomber di razza invece sono quelli che segnano le reti facili».

DA JURIC A DIFRA. «Con Juric in pratica l’Hellas era una mini-Atalanta, ora tocca a Di Francesco: è un ottimo allenatore, ma arriva da due stagioni delicate. Di sicuro il gioco sarà diverso, meno frenetico e da battaglia rispetto all’anno scorso. Credo comunque che non ci saranno problemi nel raggiungere la salvezza. Parlando di mercato, la cessione di Lovato e l’arrivo di Ilic sono state buone operazioni».

MYRTAJ OGGI. «Ho iniziato a cercare talenti per un amico agente FIFA. Vivo il calcio in modo più distaccato, però mi piace scovare giovani calciatori. In Albania il campionato è mediocre e non abbiamo più squadre di riferimento a livello europeo, ma dopo l’exploit del 2016 con la Nazionale si sono costruiti tanti impianti. Qualche buon giocatore però c’è».

Redazione

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