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Tommasi: “Verona buona squadra. Zac e Lazovic grandi giocatori”

Il centrocampista, avversario del Verona durante la prima amichevole stagionale, ha parlato con i colleghi del L’Arena

L’Hellas è una buona squadra, ma i giudizi al momento sono ancora parziali: questo il pensiero di Damiano Tommasi, ex centrocampista gialloblù sabato avversario del Verona durante la prima amichevole stagionale.

Di seguito, infatti, le principali dichiarazioni rilasciate dal classe ’74 ai colleghi de L’Arena.

L’AMICHEVOLE. «Soltanto ora comincio a recuperare dalla mezz’ora fatta contro l’Hellas (ride, ndr). Ho visto una buona squadra, ma sono di parte e poi ero attento a non farmi male. In campo comunque tutti cercano la giocata con grande personalità: palleggio e via il taglio giusto tra la linee. Il mio comunque è un giudizio parziale perché i carichi di lavoro in questo momento condizionano la forma dei calciatori. I dilettanti? Per loro è stata una grande opportunità».

I SINGOLI. «Zaccagni è un grande giocatore, ma lo è anche Lazovic: sono maestri a giocare tra le linee per sorprenderti, così come Faraoni che però parte da dietro. Veloso detta tutti i tempi, è un ragazzo intelligente e la sua carriera parla per lui. Mi dispiace che Lasagna si sia fatto male perché questa deve essere la sua stagione. Hongla? Mi sa che una volta gli ho fatto pure fallo, era imprendibile. Mi auguro possa essere la rivelazione della squadra».

IL MISTER. «Ho parlato con Di Francesco e mi ha detto che ha trovato grande disponibilità da parte dei calciatori. Lui sta lavorando sul gioco, anche se sa che la squadra potrebbe cambiare molto dopo il mercato. Non ne ha bisogno, ma dategli una mano: è un professionista ed una grande persona».

LA STAGIONE. «L’importante per quest’annata è dare continuità e restare in Serie A, anche perché al giorno d’oggi chi retrocede si trova in grande difficoltà…».

SILVESTRI. «Con l’addio di Silvestri l’Hellas perde un uomo-squadra importante, ma ai miei tempi queste figure erano molto più importanti. Tutto è veloce, gli anni di permanenza in un club si sono abbassati molto e ora per sostenere i momenti duri ci sono gli staff allargati come in Nazionale».

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