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Silvestri: “A Torino con coraggio e senza snaturarci. La qualità non ci manca”

Foto: Ufficio Stampa Hellas Verona

Il portierone gialloblù, raggiunto da Tuttosport, ha presentato la sfida in programma domenica all’Allianz Stadium

È un Marco Silvestri quello che si è raccontato a Tuttosport a pochi giorni dalla sfida contro la Juventus, gara in programma domenica alle 20.45 all’Allianz Stadium.

Dalla presentazione del match alla convocazione in Nazionale, ecco dunque le principali dichiarazioni del portierone gialloblù.

LA JUVENTUS. «Domenica troveremo una squadra che come sempre vuole sono vincere. Sarà una Juventus ancora più rodata rispetto a quella vista a Kiev e soprattutto a Crotone: anche loro, come noi, stanno cercando la propria identità dopo aver cambiato molto in estate. Meglio con o senza Ronaldo? Intanto gli auguro di guarire al più presto. Premesso ciò, affrontare uno dei più forti giocatori della storia del calcio è sempre affascinante, ma è chiaro che se non ci fosse ai nostri avversari mancherebbe un fenomeno… Quel che viene, viene (ride, ndr), ma sarà durissima in ogni caso».

I RIGORI. «Sto studiando tutti i potenziali rigoristi della Juve. Il mio exploit sui penalty? Un po’ lo studio e un po’ l’istinto…».

IL MISTER. «Juric in questi giorni ci sta martellando con due concetti: coraggio e rispetto della nostra identità. Il mister vuole che, nonostante il calibro dell’avversario, andiamo a Torino senza paura e senza snaturarci».

PASSATO E PRESENTE. «Rispetto all’anno scorso abbiamo avuto meno tempo per lavorare e trovare la quadratura. Non so se riusciremo a ripetere quanto fatto l’anno scorso, ma sicuramente anche quest’anno abbiamo molta qualità. Chi mi ha impressionato? Ilic. Ha 19 anni e potenzialità enormi. Abbiano tecnica e fisicità: non saprei a chi paragonarlo, ha uno stile tutto suo».

I COLLEGHI. «Al momento credo che Donnarumma, Alisson, Oblak Neuer e Szczesny siano i portieri più forti in circolazione. A Szczesny ruberei la capacità di essere sempre sul pezzo, anche quando viene chiamato in causa dopo che la sua squadra è rimasta per venti minuti nella metà di campo avversaria. Domenica, però, chiederò la maglia a Buffon: ne ho già quattro o cinque, ma per lui ho una sorta di venerazione sin da quando ero bambino».

LA NAZIONALE. «Il primo ricordo che ho della convocazione con l’Italia è mia moglie che scoppia a piangere quando le ho dato la notizia. Poi chiaramente è stato bellissimo confrontarsi con campioni come Verratti e Donnarumma: loro due in particolare mi hanno davvero impressionato».

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