Juric: “Stagione da 10 e lode. Ora cerchiamo di fare un passo in avanti!”

Il tecnico gialloblù si è raccontato sulle pagine de La Gazzetta dello Sport in edicola quest’oggi

La sfida di domenica, la stagione appena passata e quella che verrà, il rinnovo… Sono davvero parecchi gli argomenti toccati da Ivan Juric durante la lunga intervista concessa a La Gazzetta dello Sport.

Senza perdere tempo andiamo dunque a vedere le principali dichiarazioni dell’Uomo di Spalato.

IL GENOA. «Vogliamo vincere la partita di domenica, perché raggiungere l’ottavo posto sarebbe magnifico. “Morbidezza” contro il Genoa? Questo modo di pensare mi fa schifo, è brutto e fastidioso per la gente onesta. All’estero e negli altri sport nemmeno pensano a un’eventualità del genere»

SERIE A E COVID. «Credo che ci sia stata una Serie A pre-Covid e una post-Covid. La ripresa è stata un massacro fisico e mentale: abbiamo giocato con la salute dei giocatori, ai quali abbiamo chiesto uno sforzo disumano. Nessuna lamentela comunque, era giusto giocare per aiutare i club e le persone che lavorano nel o attorno al calcio».

IL GIUDIZIO. «Dovessi dare un voto al mio Verona, sarebbe un “10 e lode”: abbiamo davvero fatto il massimo. Per quanto mi riguarda, sono molto contento di me stesso. Ho trovato un ambiente che mi ha lasciato esprimere, che non mi ha fatto pesare le mie mancanze e che ha esaltato i miei pregi. Inoltre sono maturato: sono più sereno, calmo e riflessivo. A Verona ho ritrovato la felicità dopo un momento bui come quello vissuto al Genoa. L’apice della felicità? La settimana in cui siamo usciti imbattuti dalle sfide contro Milan, Lazio e Juventus, raccogliendo cinque punti».

L’EUROPA LEAGUE. «Sono convinto che senza l’emergenza legata al Coronavirus saremmo andati in Europa: avevamo raggiunto un livello psico-fisico eccellente e non avevamo paura di nulla».

IL CONTRATTO. «L’accordo sulla parte economica del rinnovo c’è da mesi, ma avevo qualche dubbio sull’investimento futuro: volevo il massimo perché penso che dobbiamo migliorare. Ho ascoltato altre proposte, ma poi mi è venuto naturale scegliere Verona. Quando ti trovi così bene, vuoi continuare: molti sottovalutano l’aspetto umano, ma stare bene in un ambiente di lavoro è fondamentale. Non contano solo i soldi, il successo e gli obiettivi sul campo: ci sono anche altri valori, e io sono molto felice di essere ancora qui. Setti? Abbiamo un rapporto sincero: su certi argomenti la pensiamo diversamente, ma per ora mi ha sempre detto la verità.».

JURIC. «Il passaggio da giocatore ad allenatore è stato semplice, anzi una liberazione: volevo smettere di giocare, quando non stavo bene avevo i sensi di colpa perché mi sembrava di ruba lo stipendio. Uno Juric nel Verona? No: Amrabat ha una forza mostruosa, Veloso è tutto intelligenza e tecnica, Pessina è imprevedibilità e in parte attaccante».

IL FUTURO. «Dobbiamo programmare la prossima annata: ora abbiamo qualche risorsa in più da investire rispetto alla scorsa estate, durante la quale comunque ci siamo arrangiati bene e ci siamo mossi con logica con il d.s. D’Amico. Adesso possiamo magari fare un passo in avanti e cercare per esempio di avere più giocatori di proprietà. Kumbulla? È una persona seria ed pronto per una grande squadra, ma mi piacerebbe rimanesse con noi un altro anno».

I COLLEGHI. «Il mio calcio parte da Gasperini: bisogna andare a prendersi la partita, senza speculare. Mi piace però molto anche Bielsa, il suo calcio è davvero divertente!».

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