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ESC. CH – Zigoni: “La ripresa del calcio può attendere. E al Verona dico di dare un’occhiata a mio figlio”

A 47 anni dalla storica impresa del 20 maggio ’73, Zigogol è tornato a parlarne ai nostri microfoni

Sono passati 47 anni (e un giorno) da quando, il 20 maggio 1973, l’Hellas rifilò al Milan una delle più scottanti sconfitte della storia dei rossoneri, la (prima) Fatal Verona.

Per l’occasione abbiamo quindi deciso di raggiungere uno dei giocatori gialloblù più iconici di sempre, anche lui in campo in quel match: stiamo parlando di Gianfranco Zigoni, indimenticato (come dimostra anche la nostra TOP 11) bad boy di quella squadra.

Andiamo quindi a vedere cosa Zigogol ci ha raccontato durante la nostra intervista esclusiva.

Allora Zigo, come va? La quarantena sembra essere ormai alle spalle…
«Purtroppo ho sentito parlare di un’altra ondata già a ottobre, quindi non è proprio alle spalle. Credo che questa sia stata e sia un’esperienza tremenda che nessuno si sarebbe aspettato di vivere. Per quanto mi riguarda sto bene, anche se ho perso un po’ di voce e non l’ho ancora recuperata al 100%. Più che altro sono preoccupato per mio figlio, visto che ho sentito che vogliono far riprendere anche la Serie B (trovate la notizia QUI)…»

Ci pare di capire che tu non sia per la ripresa del campionato…
«Mi chiedo dove stanno con la testa tutti questi “scienziati” che si adoperano così alacremente per giocare. Ho ammirato molto il capitano del Watford, il quale nei giorni scorsi si è rifiutato di allenarsi perché ha un figlio di cinque mesi e non vuole correre il rischio di infettarlo: che vadano al diavolo i soldi, anch’io farei così. Mille anni fa non il calcio non c’era e si viveva lo stesso, quindi ora possiamo aspettare un po’ prima di riprendere. E poi dai, parlano di play-off e play-out: ma vi pare giusto che una squadra a quindici punti dalla prima possa ambire allo scudetto? E poi come si fa un calciatore a esultare in uno stadio vuoto sapendo che ci sono stati 30.000 morti?».

A prescindere dal tuo pensiero, credi che alla fine si riprenderà?
«Io credo che non si riprenda, anche se alla fine il denaro vince sempre: tutti ce l’hanno con Spadafora, ma io penso sia uno dei pochi con un po’ di intelligenza. Gravina fa tanto il gradasso, ma se ha tanta voglia di riprendere che vada lui a giocare! E mi fermo qui, perché se no potrei dire qualcosa di troppo… Comunque lasciamo che facciano quello che vogliono, a me basta che il mio Verona sia tranquillo! L’unico mio dispiacere è che si sia interrotta una stagione in cui l’Hellas giocava in modo meraviglioso ed era sulla bocca di tutti!».

Partiamo dal motivo della telefonata. Della Fatal Verona ne hai parlato in lungo e in largo, ma una cosa volevamo chiederti: non ti scoccia non essere finito sul tabellino del marcatori?
«Nooo! Sono felice di aver fatto segnare i miei compagni, anche perché io non segnavo nei 5-3, ma negli 1-0: a me piaceva segnare gol pesanti, l’ho fatto apposta! Ricordo che i milanisti prima della partita facevano un po’ gli spacconi… Un paio d’anni fa ho anche incontrato Rivera, dicendogli che avrebbe dovuto venire a parlare con me prima della partita, e lui molto simpaticamente mi rispose: “Ah, ma si potevano fare quelle cose?”. Ciò che comunque non mi par vero è che siano già passati 47 anni, ma poi penso che quasi tutti i componenti della difesa di quel Milan sono morti: Anquiletti, Zignoli, che tra l’altro era di Verona, Rosato… Anche il “nostro” Mazzanti purtroppo se n’è andato…».

Nel nostro sondaggio della Top 11 hai ovviamente avuto la tua maglia da titolare nel tridente completato poi da Elkjaer e Toni: quanto è importante per te essere considerato come uno dei più grandi giocatori della storia dell’Hellas?
«Beh, tanto per cominciare mi sembra un attacco da scudetto! Ovviamente comunque fa piacere: Verona è una città che mi è rimasta nel cuore non solo per il calcio. Ma com’è composta la squadra?».

In porta c’è Garella, difesa a quattro con Faraoni, Tricella, Maietta, e Maragon, mentre a centrocampo Amrabat, Jorginho e Briegel.
«Senza nulla togliere agli altri, ma credo che chi ha votato non abbia mai visto giocare Aldo Bet, probabilmente il più forte stopper mai visto a Verona. Avrei visto bene anche Nanni, Volpati e Mascetti, tutti fortissimi, anche se un po’ meno alla ribalta. Pure De Agostini ci sarebbe stato bene…».

Vuoi lasciare un messaggio a qualcuno?
«Voglio lasciare un messaggio all’Hellas: io spero che diano un’occhiata a mio figlio Gianmarco, perché vorrei tanto vederlo con la maglia del Verona addosso. Finora è stato sfortunato, ma costa poco, è un ragazzo serio, si allena duramente ed è veramente forte. E se lo dico io…».

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gabriele bianchini
gabriele bianchini
4 mesi fa

Carissimo Zigoni,
seguo tuo figlio da sempre.
Mi spiace che la sua carriera sia andata così così…
Avrebbe meritato certamente molto di più.Il Milan, secondo me, lo ha rovinato prestandolo di qua e di la.
E così si è perso.
Però se viene all’Hellas il “cobra” potrebbe esplodere.
Spero davvero che i dirigenti del Verona seguano il tuo consiglio e che possa indossare la nostra gloriosa maglia giallo-blu.
Essendo poi nato a Verona tornerebbe a casa.
Auguri di cuore.
Gabriele Bianchini

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