Empereur: “Il gol al Perugia la più bella emozione dopo la Serie A”

Il difensore brasiliano si è raccontato durante una delle consuete dirette Instagram condotte da Hellas Channel

È un Alan Empereur a 360° quello che si è raccontato ieri sera durante le ormai consuete “interviste 2.0” di Hellas Channel a cui ormai gran parte dei giocatori gialloblù si è sottoposto su Instagram.

Dalla quarantena al futuro, passando per il gol al Perugia, un reality e tanto altro, andiamo quindi a vedere le sue principali dichiarazioni.

LA QUARANTENA. «Ho trascorso la quarantena a casa con la mia ragazza e con mia madre, che era rimasta bloccata qui e che ripartirà domenica. Io comunque esco di casa di rado anche in condizioni normali, quindi non mi è pesato più di tanto, però mi mancava allenarmi e sentire la gente per strada: quando andavo a passeggio con il cane, mi sentivo come nel film “Io sono leggenda”!»

LA RIPRESA DEGLI ALLENAMENTI. «Allenarmi per me costituisce una valvola di sfogo, quindi mi è mancato molto andare a Peschiera: certo, avevamo qualche esercizio da fare a casa, ma ciò non toglie che i muscoli abbiano risentito di questi due mesi di quasi-inattività. Avremo bisogno di tempo per riprendere la forma, altrimenti rischiamo di farci male. Il ritorno a Peschiera? Ora arriviamo già cambiati, dobbiamo solo metterci le scarpe da calcio al posto di quelle da ginnastica, e poi ci facciamo la doccia a casa. Toccare di nuovo il pallone, comunque, è stato bellissimo!».

LA PROMOZIONE. «L’epilogo della scorsa stagione è stato bellissimo perché a un certo punto nessuno credeva più nella promozione. Tutto è cambiato dopo la vittoria contro il Foggia, anche se mi è un po’ dispiaciuto mandare i miei ex compagni in Serie C… La doppia gare con il Cittadella? L’andata è stata strana, abbiamo dominato ma abbiamo perso 2-0 a causa di due gol evitabili. Anche dopo quella sconfitta sapevamo però che saremmo andati in Serie A. Ricordo il Bentegodi al ritorno: c’era un’atmosfera pazzesca, nemmeno contro la Juventus c’era un clima simile…».

IL GOL AL PERUGIA. «Ricordo bene il gol contro il Perugia ai play-off dell’anno scorso: è stata la mia prima rete tra i professionisti, ed è pure stata molto bella, per quanto nata un po’ per caso. Era Gigi Vitale a dirmi di appostarmi sempre al limite dell’area, e io mi sono trovato il pallone un po’ per caso, l’ho stoppato bene e ho tirato un siluro che si è infilato sotto l’incrocio! Dopo l’esordio in Serie A, quella è stata l’emozione più grande che abbia mai provato da calciatore».

LA SERIE A. «Essere arrivato dove sono è il coronamento di tanti sacrifici: la Serie A era il mio obiettivo sin da quando sono partito dal Brasile all’età di 13 o 14 anni. Ho fatto tanta gavetta e raggiunto due promozioni prima di potermi ritrovare in stadi come San Siro, dove peraltro, nonostante la sconfitta, abbiamo giocato un’ottima partita. La ripresa del campionato? Come tutti, anche noi stiamo aspettando notizie a riguardo…».

IL VERONA DI JURIC. «La forza di questa squadra è senz’altro il gruppo, e tutti abbiamo fatto la nostra parte: bravo il mister, bravo il direttore D’Amico, bravi noi… Diamo tutti il massimo, e anch’io in allenamento cerco di spingere al massimo: anche se non gioco tanto, rompo le scatole, voglio sempre migliorarmi e alzare il livello. Chi mi ha sorpreso di più? Facile rispondere: Kumbulla! Già l’anno scorso si vedeva che aveva qualità, ma era stato un po’ sfortunato con gli infortuni. È un ragazzo serio, e credo arriverà lontano».

GLI INIZI E GLI IDOLI. «Io sono nato a Ipatinga, in Brasile, dove ho vissuto metà della mia vita, trasferendomi poi in Italia, nel settore giovanile della Fiorentina. Lì ho anche preso parte al reality “Calciatori – Giovani speranze”, e devo dire che mi sono divertito, pur rimanendo sempre con i piedi per terra. Venendo in Italia ho anche potuto incontrare i parenti che ho in Val d’Aosta: mio nonno era infatti originario di quelle zone. I miei idoli? A me è sempre piaciuto Ronaldo, il “Fenomeno”, ma anche Thiago Silva e Sergio Ramos. Thiago mi ha anche regalato la maglia quando lui era al Milan e io facevo il raccattapalle per la Fiorentina».

IL NUMERO 33. «A inizio carriera ho a lungo vestito il numero 13, ma non mi ha portato molta fortuna e quindi quando arrivai al Bari decisi di cambiarlo con il 3, che però era occupato: optai allora per aggiungere un altro “3” e venne fuori il 33, numero che peraltro aveva anche Thiago Silva al Milan. Visto che mi ha portato bene, l’ho mantenuto anche all’Hellas».

IL FUTURO. «Il mio sogno è fare un lungo percorso in Serie A, magari con questa maglia, poi per il post-carriera si vedrà. Sicuramente appena dopo il ritiro tornerò per un po’ in Brasile, poi penserò a cosa fare. Mi piacerebbe rimanere nell’ambito del calcio, ma non mi ci vedo nei panni dell’allenatore: magari il direttore sportivo…».

 

PICCOLO EXTRA. Per chi non ricordasse bene la rete di Empereur contro il Perugia, eccovela riproposta con immagini e commento di DAZN:

Redazione

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