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ESC. CH – Oddo: “Che emozione la salvezza di Reggio! Faraoni? A Verona ha trovato il suo ambiente”

L’ex terzino gialloblù, arrivato secondo nel nostro sondaggio sulla TOP 11, si è raccontato ai nostri microfoni: ecco la prima parte dell’intervista

Un secondo posto dietro allo straripante Faraoni resta comunque un ottimo risultato, soprattutto se a Verona hai giocato per un paio di stagioni circa vent’anni fa: Massimo Oddo non ha certo bisogno di presentazioni, e a dimostrarlo c’è la marea di voti che ha preso nel sondaggio relativo al terzino destro della TOP 11 gialloblù.

Approfittando di questa “scusa”, abbiamo quindi deciso di raggiungerlo e di scambiare due chiacchiere con lui: di seguito, dunque, la prima parte della nostra intervista.

Mister, cominciamo dalle cose più importanti: come stai e come stai trascorrendo la quarantena?
«Mi trovo a Milano e sto bene. Cerco di trascorrere questo periodo in modo sereno e attenendomi alle regole: credo sia il minimo che possiamo fare, è giusto nei confronti di chi è costretto ad andare a lavorare per mandare avanti tutti quanti, come chi lavora in ospedale o nei supermercati».

La ripresa degli allenamenti aprire uno spiraglio per la ripresa del campionato: tu cosa ne pensi?
«Credo che la ripresa sia difficile, ma non impossibile. Credo si debba trovare il modo per finire, ne va della stabilità economica del sistema-calcio. Ovviamente non mi riferisco alla “parte ricca” di questo mondo, ma di tutto quello che c’è dietro: parliamo del terzo settore economico italiano, all’interno del quale lavorano centinaia di migliaia di persone. Non so come e quando, ma bisognerà riuscire salvare il salvabile».

Parliamo di calcio: nel nostro sondaggio sei arrivato secondo, appena dietro a Faraoni. Cosa significa per te essere rimasto nel cuore dei tifosi a distanza di così tanti anni?
«Per me Verona ha rappresentato un punto di di partenza fondamentale, sono stati due anni importantissimi, seppur “agrodolci”: prima ho vissuto una salvezza incredibile, e poi una retrocessione altrettanto incredibile. Forse, se in quella stagione ci fossimo salvati, nel sondaggio sarei arrivato anche davanti a Faraoni! (ride, ndr)».

Parlando proprio di Faraoni: cosa ne pensi, visto che l’anno scorso lo hai allenato a Crotone?
«Io per fare una battuta dico sempre che a Crotone ho allenato il fratello di Faraoni! Scherzi a parte, la sua esperienza a Verona dimostra quanto la testa sia fondamentale in un giocatore: le qualità le aveva anche a Crotone, ma l’ambiente non era giusto e infatti in molti hanno fatto male. All’Hellas ha trovato gli stimoli che gli servivano, e ora sta facendo grandi cose».

Prima hai accennato i due principali “eventi storici” che hai vissuto all’Hellas: approfondiamoli partendo dal primo, la salvezza di Reggio…
«Quello è stato il momento più bello: una salvezza così tanto sofferta ti regala una grandissima soddisfazione. Abbiamo combattuto contro tantissime difficoltà, ma dovevamo riuscire a salvarci e abbiamo lottato fino alla fine. A Reggio abbiamo sofferto parecchio, ma alla fine il gol di Cossato ci ha tolto le castagne dal fuoco. Ricordo ancora la carovana di tifosi e la festa una volta giunti a Verona: che belle emozioni…».

(Per la seconda parte dell’intervista, clicca QUI)

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