Michele Pimazzoni, nelle vesti di meccanico, in questi giorni ha riparato gratuitamente ambulanze della Croce Bianca e automobili
Come gran parte dei veronesi sa, tradizione vuole che la maschera del Papà del Gnoco tragga le propria origine da Tomaso Da Vico, un benefattore che durante una carestia che colpi la nostra città nel Cinquecento, distribuì a proprie spese beni di prima necessità (tra cui appunto gli gnocchi) alla popolazione scaligera, diventando il fondatore del celebre Bacanal veronese.
Il suo spirito oggi sembra rivivere nell’attuale Papà del Gnoco, Michele Pimazzoni, il quale in un periodo difficile come quello odierno ha deciso di aiutare i veronesi donando loro non vivande, bensì il propri servizi di meccanico.
Come infatti raccontato da L’Arena, il 490° Sire del nostro carnevale in questi giorni ha tenuto aperto la propria officina di San Zeno, riparando piccoli guasti (anche per la Croce Bianca) o facendo ripartire automobili senza chiedere nulla in cambio.
Raggiunto dai colleghi del quotidiano scaligero, Michele ha infatti raccontato:
«Ho tenuto aperto perché i decreti me lo permettevano, ma anche per stare vicino a chi ha bisogno.
In un momento in cui tanti perdono il lavoro, chiedere soldi per piccole riparazioni sarebbe stato come rubare: mio padre Lino mi ha sempre detto di fare le cose con il cuore, e io l’ho fatto.
La mia officina esegue anche riparazioni per le ambulanze della Croce Bianca, e con tutto quello che questi operatori stanno facendo non mi sono sentito di farmi pagare. Certo, loro sono miei clienti, ma in questa fase era il minimo contributo che potessi dare a chi si dando così tanto da fare tanto per noi».
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