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Fossati: “Giocare al Bentegodi è fantastico: i tifosi non smettono mai di sostenerti e di cantare”

L’ex centrocampista gialloblù, oggi al Monza di Berlusconi, si è raccontato durante una diretta Instagram con Nicolò Schira

Dalla promozione in Serie A all’esclusione dalla rosa, passando prima per un fascia da capitano: è stata decisamente un’avventura dalle mille sfaccettature quella vissuta da Marco Ezio Fossati al Verona.

Il centrocampista classe ’92, oggi al Monza, ha raccontato questo e molto altro durante una diretta Instagram con il collega Nicolò Schira: di seguito, dunque, un estratto della sua “chiacchierata”.

L’HELLAS. «Con il Verona è arrivata la mia seconda promozione di fila (la prima è stata con il Cagliari, ndr). Giocare al Bentegodi era fantastico, è un vero ambiente da calcio: i tifosi ti sostengono sempre e non smettono mai di cantare, anche quando sei sotto di tre gol, è un pubblico “all’inglese”. Ricordo che avevamo un gran centrocampo per la Serie B: c’eravamo io, Bessa e Zuculini. C’era poi un bellissimo gruppo: Pazzini e Nando Coppola sono stati grandi maestri. Il “Pazzo” poi non è solo un grande giocatore, ma anche un grande amico».

FUORI ROSA. «Dopo aver guadagnato la promozione approdai finalmente in A, ma retrocedemmo e arrivò Grosso. Con lui feci il precampionato da titolare e da capitano, tuttavia ad agosto mi chiamarono per dirmi che non facevo parte del progetto. L’ultimo giorno di mercato ho rifiutato il Qarabag: volevo restare in Italia».

IL MONZA. «Ero fuori rosa a Verona, quando a ottobre mi chiamò Galliani per dirmi che voleva “riportarmi a casa”. Mi bastò sentire la sua voce per capire l’entusiasmo, la voglia e la convinzione pazzesca che avevano lui e il presidente Berlusconi di arrivare in A con il Monza. Parliamo di due persone che hanno fatto la storia, eppure hanno un entusiasmo e una voglia di vincere di due ragazzini!».

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