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Women, intervista doppia ai portieri gialloblù

Alessia Gritti e Camilla Forcinella si sono raccontate a Hellas Channel durante una chiacchierata… semiseria

È un’intervista doppia che potremmo “semiseria” quella a cui si sono concesse Alessia Gritti e Camilla Forcinella: i due portieri gialloblù hanno infatti risposto alle stesse domande durante l’ultima puntata di “Distanti ma comunicanti“, regalando nel mentre qualche sorriso.

Di seguito, dunque, le principali dichiarazioni rilasciate dai due estremi difensori a Hellas Channel.

Cosa potete dirci l’una dell’altra?
A.G.
«La prima volta che ho visto Camilla sembrava che “se la tirasse” un sacco, ma poi si è rivelata una brava ragazza. Anche tecnicamente parlando è molto brava, quindi penso possa fare grandi cose in futuro».
C.F. «A primo impatto Alessia può sembrare scorbutica, ma conoscendola si scopre che è una persona meravigliosa. C’è sempre per darmi una mano, un consiglio o una pacca sulla spalla: mi sento molto fortunata a poter lavorare con lei e le sono molto affezionata».

La vostra migliore qualità?
A.G. «Credo l’istinto».
C.F. «Sono reattiva e agile, o almeno cerco di fare il possibile…».

Il vostro peggior difetto?
A.G. «Penso le uscite alte».
C.F. «L’attacco alla palla».

Cosa rubereste alla vostra collega?
A.G. «Che domande… l’età!».
C.F. «Lei riesce sempre a gestire le emozioni e non sembra mai agitata o in ansia, mentre io sono l’esatto opposto, quindi…».

La vostra miglior parata?
A.G. «Sinceramente no, non saprei cosa rispondere…».
C.F. «Quella fatta l’anno scorso durante la gara d’andata contro la Roma: stavamo vincendo 1-0 (quella sarà poi il risultato finale, ndr), c’è stato un uno-contro-uno con Simonetti e in qualche modo l’ho parata! Quello finora è stato il mio intervento più bello e significativo della mia carriera».

Due parole sul ruolo del portiere?
A.G. «I portieri sono tutti matti: facciamo uscite rischiose, esultiamo da soli e ci sentiamo le male parole dei compagni quando sbagliamo oppure anche solo quando prendiamo gol, anche se magari non è colpa nostra. Chi ce lo fa fare?».
C.F. «Fare il portiere non è facile, ma almeno in questo periodo senza partite non prendiamo nemmeno gol!».

Riga di porta, pali e guanti sono qualcosa di speciale per un estremo difensore: qual è il vostro rapporto con questi “ferri del mestiere”?
A.G. «Con i guanti ho un rapporto che tende allo scaramantico: se mi ci trovo bene mi ci affeziono davvero tanto. Con i “legni” invece ho un rapporto troppo ravvicinato: ricordo che lo scorso dicembre ho sbattuto la testa contro un palo e mi è venuto fuori un bernoccolo allucinante!».
C.F. «Prima della partita pesto sempre la riga di porta per concentrarmi. Ho un buon rapporto anche con i pali, infatti ci vado spesso a sbattere contro!».

Cosa vi trasmette vestire la maglia dell’Hellas Verona?
A.G. «Vestire la maglia dell’Hellas vuol dire portare in giro per l’Italia i colori e la storia di Verona, quindi è un grande orgoglio e un grande onore, ma anche un grande onere».
C.F. «Ormai gioca a Verona da cinque anni, quindi mi sento un po’ veronese. Indossare la maglia di quella che è un po’ la mia città è una forte emozione e onorarla è per me molto importante».

Salutatevi l’un l’altra.
A.G. «Ciao “Forci”, ci vediamo in “Via Sogare Beach”. Speriamo presto!».
C.F. «Spero di vedere presto “zia Gritti” perché mi manca davvero tanto. Ci vediamo in “Via Sogare Beach” per un aperitivo, so che Matthias (Castiglioni, preparatore dei portieri gialloblù, ndr) ha preparato un tavolino solo per noi, quindi ti aspetto là!».

Un saluto ai tifosi gialloblù?
A.G. «Ciao a tutti!».
C.F. «Un saluto a tutti quelli che ora ci seguono da casa in questa situazione difficile. Speriamo di vederci al campo e sempre forza Hellas!».

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