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Women, Pasini: “Stare a casa non è facile: le mie compagne mi mancano molto”

“Intervista 2.0” per l’attaccante gialloblù, la quale ha risposto alle domande postele dai suoi fans via Instagram

Continuano le “interviste 2.0” dei gialloblù, che in questi giorni a casa si stanno concedendo alle domande dei propri tifosi utilizzando Instagram.

L’ultima in ordine di tempo è stata Veronica Pasini: andiamo quindi a vedere le principali risposte dell’attaccante delle Women gialloblù.

Grazie a chi hai cominciato a giocare a calcio?
«In famiglia nessuno è mai stato appassionato di questo sport, ma già da quando ero piccola si vedeva che mi piaceva. Quando mia madre mi ha proposto di giocare nella squadra maschile del paese, ho accettato subito!».

Qual è stato il tuo miglior momento in maglia gialloblù?
«Sicuramente il miglior momento vissuto all’Hellas è stato il gol-salvezza segnato l’anno scorso contro il Chievo».

Com’è stato passare dalla Primavera alla prima squadra?
«Si è senz’altro trattato di uno step impegnativo, però per inseguire i propri sogni bisogna mettercela tutta, in modo da non avere poi rimpianti».

C’è un giocatore o una giocatrice a cui ti ispiri?
«A Verona ho avuto modo di giocare con calciatrici di altissimo livello. Se devo dire un nome, dico Melania Gabbiadini».

Cosa significa il numero 17 per te?
«Ho scelto il 17 come numero di maglia perché, molto semplicemente, il mio primo gol in Serie A è arrivato al 17′».

Ascolti musica nel pre-partita?
«Sì, mi piace ascoltare musica, però non isolarmi con le cuffie: preferisco una cassa audio in mezzo allo spogliatoio!».

Prima dello stop, in campionato stavate forse facendo un po’ più di fatica del previsto: cosa non è andato finora?
«Siamo partite bene, ma poi abbiamo commesso qualche errore di troppo. Quando avremo la possibilità di tornare in campo sarà importante fare bene per toglierci qualche sassolino dalla scarpa».

Cosa ti manca di più in questo periodo di quarantena? E come passi le tue giornate?
«Stare a casa non è facile, mi manca andare al campo, allenarmi e ridere con le mie “noccioline” (le compagne di squadra, ndr), che saluto. Per quanto riguarda le mie giornate, cerco per quanto possibile di allenarmi al meglio, poi guardo tanti film e sto con la mia famiglia».

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