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Taglio degli stipendi e ripresa del campionato? Rispondono gli ex gialloblù

Maddè, Di Gennaro, Mazzi, Comazzi e Rafael hanno detto la loro ai colleghi de L’Arena

Cinque ex gialloblù e due domande uguali per tutti: questo, in sostanza, il riassunto dell’articolo comparso oggi su L’Arena.

I cinque sono Sergio Maddè, Antonio Di Gennaro, Alberto Mazzi, Alberto Comazzi e Rafael, mentre le domande sono “È giusto che i giocatori si taglino gli stipendi?” e “Quando e come si riprenderà a giocare?“.

Andiamo quindi a vedere le risposte.

MADDÈ. «Non abbiamo mai vissuto una cosa del genere, tuttavia i club che ci perdono non devono essere lasciati soli: è un deficit che deve essere diviso tra tutte le componenti del mondo del calcio. Per quanto riguarda il ritorno in campo, credo che si possa fare, ma rigorosamente a porte chiuse e dopo il parere delle istituzioni e della Sanità».

DI GENNARO. «La valutazione riguardante il taglio degli stipendi va fatta quando si capirà l’entità del danno economico all’industria calcio. I contratti dei calciatori potrebbero cambiare, e potrebbe esserci un ridimensionamento. Bisognerà incentivare i settori giovanili e migliorare gli stadi per ottenere più ricavi. La ripresa? Quando non ci saranno più pericoli per la salute, sarà importante recuperare tutto, comprese le coppe: queste ultime potrebbe essere giocate in gare secche».

MAZZI. «Il deficit sarà tremendo: tutti dovranno pretendere e avere di meno. La ripresa, invece, per me è lontana: per quest’anno credo sia tutto finito. Che si decida cosa fare in base alle gare giocate, la gente ha altro a cui pensare. Nel mondo calcio l’unico che sta facendo bella figura è Damiano Tommasi».

COMAZZI. «È un’emergenza mondiale, ma il calciatore è un professionista e ha l’obbligo di tenersi in forma: le società possono mettere i giocatori in ferie, imponendo poi di giocare anche d’estate se serve, quindi non mi sembra giusto che vi sia un taglio dello stipendio, se non in forme di solidarietà. Parlando della ripresa, fra un mese e mezzo si potrebbe riprendere, ma va studiato un modo per farlo».

RAFAEL. «Mi taglierei subito lo stipendio se quei soldi finissero alla sanità o a chi combatte il coronavirus, mentre sarei meno disponibile se questo denaro andasse a coprire gli errori di molti club: ogni stagione vengono fatti contratti milionari pluriennali a colleghi che poi non giocano. Il campionato? Credo che si possa tornare a giocare a maggio, magari a porte chiuse, ma questo dipenderà dalla situazione. Sicuramente bisognerà dare alle squadre il tempo di riorganizzarsi, altrimenti sarà tutto falsato: quello che facciamo oggi è il 30% del lavoro che dovremmo fare».

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giancarlo
giancarlo
4 anni fa

se necessario si deve giocare anche a giugno o anche a i primi di luglio il campionato deve finire

odorizzi
odorizzi
4 anni fa

se il campionato finisse con il 30% in meno di partite giocate, il taglio deve essere analogo.

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