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Troglio a CH: “Con la Lazio serve tranquillità. Juric è la figura di questo Hellas”

Intervista al doppio ex della partita di questa sera tra i biancocelesti di Inzaghi e i gialloblù di Juric

Questa sera all’Olimpico l’Hellas Verona farà visita alla Lazio nel recupero della 17a giornata di campionato. Sarà il confronto tra due delle più belle realtà del campionato, che stanno andando ben oltre le più rosee aspettative di inizio stagione. Sarà anche la partita tra due dei tre club italiani nei quali ha giocato Pedro Troglio. Il centrocampista argentino arrivato in gialloblù nel 1988 dopo aver vinto tutto con la maglia del River Plate, e che dopo una sola stagione passò proprio ai capitolini.

Per avvicinarci al match di questa sera, CalcioHellas.it ha contattato in esclusiva proprio l’attuale allenatore degli hondureñi dell’Olimpia:

Come sta andando l’esperienza in Honduras?
“Sta andando molto bene, abbiamo vinto il titolo a dicembre. Adesso è iniziato il nuovo torneo e non abbiamo iniziato come abbiamo finito lo scorso campionato ma è ancora lunga: c’è tempo fino a giugno e abbiamo voglia di tornare a vincere. Sono un po’ lontano da casa e dai parenti, ma mi sento bene”.

Segue ancora il calcio italiano?
“Sì, qua riesco a vedere il calcio italiano. Oggi mi sono visto tutti i gol e domenica avevo visto in diretta l’Hellas contro il Milan”.

Questa sera all’Olimpico si affrontano le due sorprese del campionato…
“Per il Verona è una trasferta complicata perché va a giocare a Roma, ma lo era anche quella di Milano contro il Milan che arrivava da cinque risultati utili tra campionato e Coppa Italia, e l’Hellas comunque ha avuto la possibilità di vincere. Nel calcio bisogna aspettare e vedere che cosa può succedere: prima di giocarla è una partita difficile, ma quando poi inizia a girare il pallone può accadere qualunque cosa. La Lazio sta lottando per lo scudetto con l’Inter e la Juventus, ed è una squadra che può mettere in difficoltà chiunque, ma il Verona deve rimanere tranquillo perché sta giocando bene e non ha particolari problemi di classifica: in questo modo c’è la possibilità di andare a fare risultato anche a Roma”. 

Come vede la Lazio in questa stagione?
Immobile ha più gol che partite e sta disputando un grande campionato. Nella Lazio di buono c’è la continuità dell’allenatore, che in un progetto aiuta molto. La Lazio ha fatto buone cose e ha sempre sostenuto Inzaghi, e adesso ha iniziato a lottare ancora più in alto. Può succedere che con il tempo possa riuscire anche a costruire una squadra per lo scudetto. Spesso quando un allenatore perde due o tre partite non viene più sostenuto, la Lazio ha invece ha avuto pazienza e adesso sta andando molto bene”.

Il Verona invece?
“Il Verona non è una squadra che rischia molto giocando la palla dietro, ma dalla metà campo in avanti ha intensità e gioca in verticale. Molte volte gli attaccanti aiutano la squadra per l’inserimento dei centrocampisti. È una squadra organizzata nei movimenti e sta facendo benissimo. Poi ripeto che nel calcio non esiste cosa migliore di giocare tranquillo: senza preoccupazioni di classifica si gioca meglio”.

L’ha impressionata qualche singolo nei gialloblù?
“Credo che nel Verona non ci sia una figura come Immobile. Non ci sono dei grandissimi giocatori ma ce ne sono molti buoni. Credo che la grande figura della squadra sia l’allenatore, perché è riuscito a farla giocare bene nonostante sia stata costruita con molti meno soldi rispetto ad altre squadre. Il Verona solo una volta ha vinto lo scudetto, e penso che Juric stia lasciando un segno importante”.

Che ricordi ha della sua esperienza a Verona?
“Ho tanti bei ricordi di quando ho vissuto a Verona. Sono arrivato con Caniggia e ho giocato una buonissima Coppa Italia dove ho segnato anche alcuni gol importanti. Mi è piaciuta tantissimo Verona e quando mi hanno venduto alla Lazio non volevo andare via, ma mi hanno ceduto lo stesso perché avevano già preso accordi. Abitavo a Volto San Luca vicino a Piazza Bra, ricordo il bar Beppe e Marisa dove facevo colazione abitualmente tutti i giorni e dove c’era appesa anche una mia foto”.

Tornando all’attualità, il Verona ha fatto un tentativo per un altro argentino anche se ex Estudiantes come Juan Foyth del Tottenham…
Al di là che è uscito dalla cantera dell’Estudiantes (ride, ndr), bisogna riconoscere che è un bravissimo difensore. È fortissimo e lo hanno venduto in Inghilterra, soltanto che poi affermarsi in una grande squadra inglese non è così facile. Sarebbe stato un grande acquisto perché è anche titolare nella Nazionale”.

C’è qualche prospetto argentino che consiglierebbe al Verona?
“Ce ne sono tanti, adesso al Gimnasia sta facendo molto bene José Paradela, sul quale si è interessato anche il River Plate. È un giocatore che avevo fatto esordire un paio di anni fa, ma bisogna tenere conto anche di quanto il Verona è intenzionato a spendere”. 

Lei lavora come allenatore dal 2005 e ha allenato in Argentina, Paraguay, Perù e Honduras, non le piacerebbe allenare in Europa?
“Ho sempre il desiderio di tornare in Italia, ma non ho mai fatto mercato: non mi sono mai offerto e non ho mai mandato qualcuno ad offrirmi. Mi hanno chiamato dall’Ascoli un paio di stagioni fa e poi mi hanno chiamato dalla Serie B spagnola, ma in quel momento stavo allenando e non potevo andarmene. Mi piacerebbe molto tornare anche perché non voglio dimenticarmi l’italiano, che ormai parlo solo nelle interviste. Se ci fosse una possibilità sarebbe bellissimo”.

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