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Bonato a L’Arena: “Verona resta un groppo in gola. E la Cremonese…”

Il ds del club grigiorosso ha parlato in vista del prossimo match di campionato e della sua esperienza in gialloblù

L’attuale direttore sportivo della Cremonese ed ex Hellas Verona, Nereo Bonato, ha rilasciato una lunga intervista a L’Arena.

Queste le sue principali dichiarazioni:

GROPPO IN GOLA. “Verona resta un groppo in gola, la delusione più grande lo spareggio col Pescara ma soprattutto la traversa di Russo e l’assenza per molto tempo di Andy Selva. E poi il signor Massa di Imperia. Fece danni anche dopo con il Varese, ogni volta che l’ho visto, gli ho ricordato come la mia carriera poteva cambiare se lui avesse dato quel rigore sacrosanto su Ciotola e poi un’espulsione durante la partita col Portogruaro”.

CREMONESE. “Un’ottima opportunità adesso siamo concentrati per trovare i punti necessari per salvarci. È stata un’annata dura con cambi di guida tecnica ed altro. Qui c’è tutto per lavorare bene. Un grande impianto ed una società solida. Dobbiamo strutturaci. Ricorda molto il primo Sassuolo di Squinzi”.

ARRIVO A CREMONA. “È stato tutto molto rapido. Ero appena tornato da un viaggio lungo in Sudamerica dove ho visto numerosi giocatori ma anche modi diversi di impostare il lavoro all’interno di un club, ed è arrivata la chiamata. È chiaro che la situazione era delicata. Tanti giocatori, anche quelli che conoscevo, impauriti ed incapaci di esprimersi. E poi questa allergia al gol strutturale. Gli infortuni hanno condito il tutto. Difficile raddrizzare la barca quando pensi di lottare per la promozione ed invece ti ritrovi a doverti salvare”.

HELLAS VERONA.Ha avuto troppi alti e bassi nella prima parte di campionato ma ora hanno trovato un giusto equilibrio. In più hanno giocatori di grande qualità. L’Hellas ha speso sia la scorsa estate che a gennaio. E poi bastano due nomi: Pazzini e Di Carmine. Penso che potrebbe arrivare secondo alle spalle del Brescia, più che del Palermo. Verona è una piazza importante e bisogna saperla affrontare. Dopo la finale play off persa col Pescara e soprattutto la promozione diretta gettata alle ortiche, andai da Giovanni Martinelli e diedi le dimissioni. Era meglio farmi da parte, però la società soltanto negli anni successivi si strutturò”.

CHI GIOCA MEGLIO IN B. “Il Brescia di Corini ed il Lecce di Liverani. A tratti anche lo Spezia di Marino. Sono tre squadre nelle quali si è vista fin da subito la mano dell’allenatore. Se fossi l’Hellas farei la corsa più sul Lecce che sul Palermo. I rosanero giocano spesso sotto ritmo e poi, li ho visti di recente a Venezia, sono slegati tra loro. Grosso ci ha messo forse un po’ di tempo in più ma adesso per me è favorita. Sono dalla ripresa del campionato che i punti diventano decisivi”.

CALCIO E FINANZA. “Lo scoglio reale è quando arrivi in serie A: ti scontri con realtà che hanno budget più importanti e ti devi attrezzare per il nuovo campionato, spendendo parecchio per avere una rosa competitiva. Il gap tecnico è elevatissimo fra le due categorie. Il nodo è tutto qui. Un club come il Verona e mi auguro un domani come la Cremonese, devono andare in serie A e restarci almeno per tre anni. Questo è provato. Solo in quel caso si può avere un equilibrio finanziario. Bisogna individuare quei sei-sette acquisti di livello per reggere la categoria. Questo era il percorso che aveva fatto l’Hellas di Mandorlini, purtroppo il terzo anno ci sono stati troppi infortuni che hanno penalizzato il Verona. Toni, Pazzini e Viviani ed altri che non ricordo. E da lì la retrocessione ed il peso economico di certi contratti. Non è facile come spesso la pensano i tifosi. Fare calcio in Italia è molto difficile. Devi avere le persone giuste in campo e nel club e augurarti che si possa aprire un ciclo”.

GUADAGNARE NEL CALCIO.Pochi club possono farlo. Sono quelli che si piazzano in A dal settimo al diciassettesimo posto. Sono quelle società che non hanno l’obbligo di vincere. Nelle altre categorie c’è solo da rimetterci. Le eccezioni vengono rappresentate dalla bravura nelle operazioni di trading dei calciatori. In quest’ottica lavorano molto bene Napoli e Sampdoria“.

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Angelo Pierobon
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Angelo Pierobon

Credo sia un ottimo commento esperto.

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