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Selva: “Il Verona non ha compreso la differenza tra la Serie A e la Serie B”

L’attaccante sammarinese parla della sfida salvezza di domani e racconta il suo passato con le due compagini.

Il doppio ex di Hellas Verona e Spal, Andy Selva, ha parlato a L’Arena raccontando la sua esperienza con i due club:

“Il Verona mi ha invitato come ospite ma purtroppo avevo già un impegno da tempo, altrimenti sarei venuto al Bentegodi. Ho ancora un grande rammarico per quella stagione” racconta il bomber, “perché non riuscii a dare il massimo a causa di un problema fisico. Al Verona non riuscimmo a capire cos’era ed invece l’anno successivo mi operai alla schiena. Era un’ernia alla fine e le cose andarono a posto”. 

OGGI- “Dò il mio contributo di esperienza. Abbiamo vinto la Coppa del Titano e quindi parteciperemo alla prossima Europa League. Qui sto bene. Alleno gli Under 12 e gioco. In più sono il referente per il sindacato dei giocatori”.

DOPPIO EX- “Verona-Spal, la mia partita. Che peccato che una delle due debba rimetterci la pelle. È chiaro il Verona è messo peggio ma finché non interviene la matematica a dire stop, tutto può ancora succedere. Mi dispiace molto che addirittura tutte e due rischino di tornare in serie B”.

PASSATO ESTENSE- “Furono i miei primi campionati in serie C. C’erano Berrettoni, Sadotti, Carlo Aurelio, Consonni ed altri segnai qualche gol credo. All’epoca ci insegnavano come andare sul primo palo ma molto dipende anche da quello che ti ha dato madre natura”. 

IN GIALLOBLU’- “Feci subito gol ed una tripletta con l’Andria. La squadra andava alla grande. Purtroppo ebbi male ad un polpaccio ma in realtà era la schiena, come ho detto prima, che andava curata. Non stavo bene. Ho fatto 8 gol ma avrei potuto farne almeno quattro o cinque in più. L’anno successivo ci fu il cambiamento e rimasi in rosa fino ad ottobre. Fui felice e ci mancherebbe , della promozione dell’Hellas in serie B. Ricordo una curva fantastica oltre che la città bellissima».

L’INFORTUNIO- “Purtroppo quell’infortunio mi ha condizionato. C’erano giorni che non riuscivo a prendere in braccio mio figlio dal dolore che avevo. Non riuscivo neppure a camminare. Mi operai e oggi continuo a giocare, anche se in categorie minori. Lasciai Verona ed i tifosi gialloblù così senza giocare più. Una cosa che non dipese dalla volontà ma mi fece soffrire molto”.

HELLAS OGGI– “Sono stati sfortunati all’andata col Bologna e col Genoa. Se avessero vinto quelle gare forse a gennaio la situazione sarebbe stata diversa”.

PAZZINI- “Lo chiedete e lo sapete (ride n.d.r) alla persona sbagliata. Soffrivo le sostituzioni e l’essere messo da parte. Chiaro che sto dalla parte dell’attaccante. Gioco ancora a 42 anni. A parte gli scherzi, continua Selva, «l’Hellas doveva capire se poteva, voleva o meno, costruire la squadra per il Pazzo. Con gli equivoci, soprattutto in serie A, non si va da nessuna parte”.

KEAN- “E’ forte ed è giovane. Ma ha altre caratteristiche rispetto al Pazzo. Peccato che sia stato fuori a lungo per infortunio. Magari con lui in campo due o tre punti in più l’Hellas li avrebbe avuti ed oggi farebbero la differenza”.

LOTTA SALVEZZA “Pecchia ed il Verona stanno fallendo l’obiettivo della salvezza ma aspetterei a fare il funerale ai gialloblù. Non credo, come ho letto da qualche parte, che giocheranno solo per avere un migliore paracadute in caso di retrocessione. Queste sono cose da società e non da giocatori. Forse all’inizio il Verona non ha compreso fino in fondo la grande differenza fra la serie B e la serie A. Ma è solo una mia idea”.

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[…] il doppio ex Andy Selva, due stagioni a Ferrara e Verona con diversi epiloghi. “Mi dispiace” ha riferito al giornale L’Arena, “che le mie squadre stiano lottando per non retrocedere. È presto però per fare il funerale al […]

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