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Rolando Aarons: fragile come un calice, veloce come un giamaicano

Aarons: due volte A all’inizio, come sulle targhe a partire dal 1994. Lui nasce invece un anno dopo, il 16 novembre 1995, a Kingston, capitale della Giamaica. Nel 2000, a soli 5 anni, Rolando lascia il suo paese per raggiungere la madre a Bristol, in Inghilterra, ed è qui che nasce la sua passione per il calcio: è qui che nel 2009 gli si presenta una prima opportunità. Il Bristol City, squadra locale militante nella serie B inglese, gli propone di proseguire l’attività nel proprio settore giovanile e così sarà fino al 2012.

In quell’anno Rolando Aarons si trasferisce per la seconda volta nella sua vita, passando dall’angolo sud ovest dell’Inghilterra a quello nord est: un viaggio che, per uno come lui che a cinque anni si era fatto il transatlantico, dev’essere stato uno scherzo. Dal confine con il Galles a quello con la Scozia, nella contea di Tyne and Wear lo aspetta il Newcastle United. Sotto l’ala protettiva di un club storico e prestigioso come quello, proiettato nel quinquennio manageriale di Pardew, Aarons fa il suo esordio nella squadra riserve l’8 febbraio 2013 contro lo Stoke City e trova il suo primo gol il 25 di quello stesso mese, contro il Crystal Palace. In quell’anno partecipò anche, con i magpies, al Torneo di Viareggio.

Nel 2014 Don Balón lo inserì fra i 101 migliori giocatori nati dopo il ’93, una classifica in cui è primo per meriti puramente alfabetici. Assieme a lui anche gli italiani Berardi e Scuffet, oltre a tante altre conoscenze della nostra Serie A come Iturbe, Pogba e Dybala ad esempio. Il giudizio del giornale spagnolo su Rolando dice così: “Ha iniziato a lasciare il segno nella squadra riserve del Newcastle United, questa giovane ala è graziata da ritmi che ricordano il compagno giamaicano Usain Bolt. Aarons ha segnato due reti nelle prime cinque partite del club, tra cui un gol fantastico contro il Manchester City, così si è presentato per il resto del campionato“.

L’attenzione su un simile profilo e le buone prestazioni convinsero Pardew a offrirgli un contratto da professionista il 1° aprile 2014, due settimane dopo la prima convocazione con la prima squadra nella sconfitta contro il Fulham: il tutto avvenne durante un disastroso periodo per il Newcastle, che mise in fila 8 sconffitte consecutive e con l’allenatore squalificato per 7 giornate dopo una testata al giocatore dell’Hull City Meyler durante una gara. Aarons intanto esordisce con l’Inghilterra under20 e la sua intenzione è quella, a detta anche dal manager della squadra, di proseguire la propria carriera con la maglia inglese.

Nel dicembre 2015 Pardew si dimette su grande richiesta della tifoseria, ma il suo vice Carver riuscirà solo all’ultima giornata a salvare la squadra, al termine di una stagione nera: Aarons rimane per tutto l’anno alle prese con un infortunio alla coscia, così alla fine dell’anno ha collezionato solo 6 presenze e 2 gol. Anche nella drammatica stagione della retrocessione, 2015/’16, Rolando gioca pochissimo: 11 presenze e solo 1 rete, all’ultima giornata contro il Tottenham. Fallisce quindi il tentativo del duo composto da Benítez e Pecchia di salvare la compagine inglese: i due si salutano dopo le avventure condivise con il Napoli e con il Real Madrid, lo spagnolo rimane sulla barca del Tyne mentre Fabio ne prende una tutta sua in riva all’Adige.

Con l’arrivo di Rafa Benítez e con la Championship da vincere Aarons può finalmente essere considerato un elemento importante per il Newcastle: l’allenatore spagnolo tende a centellinarlo nelle prime uscite, poi Rolando si rompe un metatarso e rimane fermo un mese. Al momento di tornare, però, ecco un nuovo infortunio: lacerazione del tendine d’achille e stagione chiusa per lui, al netto di 5 presenze e 0 gol. Per non farsi mancare nulla quell’anno si fa anche un po’ di carcere, dopo essere finito nel mezzo di una rissa per difendere la zia su cui, come lui stesso ha detto al Sun, alcuni giovani sconosciuti avevano iniziato a divertirsi.

Questo ragazzo è un disastro, un giovincello di un metro e settantacinque fatto interamente di cristallo, che non è mai riuscito a fare almeno 20 presenze in una stessa stagione: il Newcastle pensa seriamente di venderlo prima di iniziare la Premier League. Intanto nello storico stadio St. James Park Benítez e Pecchia si danno appuntamento per una gioviale amichevole, in cui possono scambiarsi tanti cordiali complimenti per le rispettive promozioni in massima serie: vincono gli inglesi e Aarons si fa uno spezzone nella ripresa, di lui se ne parla già.

Poi non se ne fa niente, il Newcastle non è forse contento di lasciarlo partire così a cuor leggero, crede probabilmente di averne bisogno per il campionato e così non lo lascia al Verona: bisognerà aspettare il 31 gennaio dell’anno successivo. Sono 9 presenze e 2 gol, questo è tutto quello che è riuscito a mettere insieme Aarons in questa prima parte di stagione, lasciato spesse volte alla squadre riserve.

Un’ala d’attacco veloce, ideale per il gioco che Pecchia vuole sviluppare in questi ultimi mesi. Dall’ala sinistra, quella dove solitamente ha agito Verde, arriva così un altro elemento di impressionante corsa e intensità, un colpo che Fusco aveva progettato già in estate durante quell’amichevole. Ora il Verona ha un nuovo attaccante, inglese per diritto acquisito e veloce come un giamaicano, fragile come un calice ma fortissimo nel cassetto.

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