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Petkovic si presenta: “Siamo a 3 punti dalla salvezza, non è impresa impossibile”

Mi avevano già contattato mentre ero a Trapani, poi ho preso un’altra strada. Dovevo arrivare nuovamente in estate e poi niente. Bhe meglio tardi che mai“. Inizia così la presentazione del neoacquisto del Verona, Bruno Petkovic, che dopo Ryder Matos, si presenta alla stampa annunciando anche la maglia e il numero che lo identificherà in campo: il 70.

Un matrimonio che s’aveva da fare quello tra l’attaccante croato e il Verona, il primo in cerca di affermarsi, il secondo di rilanciarsi e… salvarsi. “La gente ha tante aspettative, ma dal mio punto di vista siamo a 3 punti dalla salvezza, non è un’impresa impossibile, dobbiamo giocare bene e impegnarci molto. La squadra segue una direzione giusta, lavoro con i giovani e molto sacrificio, arrivando fino al punto in cui si sputa il sangue sul campo e anche in caso di sconfitta i tifosi saranno lì ad applaudirci“.

Si descrive così lo slanciato attaccante, del quale tutti si aspettano la definitiva esplosione: “Devo crescere e diventare più concreto, dove? Sotto tutti i punti di vista, è difficile arrivare al massimo in ogni cosa, ma io voglio crescere in tutto, anche grazie a i movimenti di gioco e alla sincronia con i compagni. Più si gioca, più si migliora“.

Una duttilità che gli permette di giocare in qualsiasi ruolo dell’attacco, un fisico che potrebbe portarlo ad essere il nuovo “Ibrahimovic” e anche il caratterino non è dei più semplici: “Io sono molto istintivo e così mi comporto dentro e fuori dal campo. Stare bene con l’ambiente è importante per qualsiasi giocatore. Mi affido molto alla mia fantasia e alla mia tecnica. Se guardi il mio passato non faccio star tranquilli molti, ora si guarda il futuro, qui inizio da 0 gol“.

A Verona Petkovic riabbraccia Nicolas, con cui ha condiviso l’impresa sfiorata col Trapani allenato da Maran e che, come riporta lui, l’ha fatto esordire in Serie A a 18 anni: “Nicolas non ha bisogno di presentazioni, lui lavora molto per crescere e migliorarsi. Comunque mi son trovato subito bene con tutti, son tutti bravi ragazzi“.

Le voci girano e le si sentivano anche da fuori“, racconta il classe ’94 delle tensioni all’interno dell’ambiente veronese, “io comunque ho trovato uno spogliatoio unito. Si sta trovando un equilibrio, anche se i giocatori presenti hanno carriere molto differenti tra loro. L’intenzione è comunque quella di tenere stretto lo spogliatoio, l’obbiettivo è comune ed unico“. Uno dei giocatori che sta vivendo un momento complicato è Giampaolo Pazzini e qualcuno già immagina una coesione in campo tra i due: “Dialogo bene con tutti, in questi giorni mi son trovato a mio agio con tutti gli attaccanti. Gioco ovunque in attacco, spero che il Mister faccia le scelte giuste“.

Per ora però la concentrazione è praticamente tutta riservata verso la fondamentale partita di domenica contro il Crotone:C’è un solo obbiettivo e tutti lo sanno benissimo. La direzione è quella giusta e, anche se sembra difficile da credere, ho già assimilato tutti i meccanismi del gruppo. Non voglio poter dire, “ho bisogno di tempo per abituarmi”, voglio poter dare il massimo da subito. Secondo me la partita arriva al momento giusto, può darci la spinta giusta per rialzarci. Il Verona non merita di stare in questa posizione di classifica, io mi impegnerò per la squadra e non solo in attacco“.

 

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