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Il Verona al “Mercante in Fiera”. Ecco le certezze del mercato

Fusco e Setti Verona

Tutto e il contrario di tutto. “Venghino siore e siori…”. Questo è il mercato del “bestiame”, non si offenda nessuno, come lo chiamavano i vecchi mediatori, figure ante-litteram dei procuratori, agenti e direttori sportivi, quando non esisteva la legge Bosman. A proposito va bene per Coutinho, ma siete sicuri che non vi siano più calciatori ostaggi di società, procuratori o altro? Soldi, promesse, sconti, prestiti e affari per pochi. Magari fra qualche anno ci sarà pure la play-station dedicata al calcio-mercato, tanto in Italia, più che all’estero, il gioco del football è diventato più virtuale che reale. Una testimonianza: la Nazionale fuori dal Mondiale, non accadeva dal 1958 e le squadre di club che non riescono più ad alzare una coppa europea.

IL VERONA AL MERCANTE IN FIERA. L’Hellas purtroppo partecipa al “mercatino di quartiere”, quello in mano ai cinese dell’ultima generazione, perché quelli giunti in Italia con la prima ondata, già sono di un altro livello per il club di Setti. Due lire, al cambio attuale 800mila euro, sono arrivate per avere “allenato” Caceres ma non sono sufficienti. Matos, in dirittura d’arrivo ma non ancora fatto, Petkovic e Boldor per far numero dietro, non possono bastare per spostare gli equilibri.

UN DIFENSORE E UN MEDIANO. Fusco è stato chiaro. “Se riesco prendo 5 giocatori”, ha detto il diesse. I profili più ricercati anche all’estero sono quelli di uno stopper vecchia maniera, non più basso di 190 centimetri, e un mediano muscolare in grado di offrire una valida alternativa a Buchel e Bruno Zuculini. Germania, Belgio, Polonia e Argentina i mercati scandagliati ma per ora nessun nome all’orizzonte. Una cosa è certa: non arriverà il laziale Mauricio.

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