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Fusco: “Abbiamo nel mirino 3-4 rinforzi. Ma serve l’aiuto dei tifosi per salvarci”

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Questa la conferenza stampa di Filippo Fusco, direttore sportivo del Verona, nel giorno in cui comincia ufficialmente il calciomercato: “La squadra va migliorata, la priorità è rinforzarla con calciatori pronti per questo campionato, affamati e motivati. Caceres? Parleremo con lui per capire la sua volontà. Con il Napoli sarà con noi. Pazzini? È qui con noi e sta dando il suo contributo. Può darci una mano per raggiungere la salvezza, che é l’obiettivo di tutti. Continueremo a valorizzare i nostri giovani, che non vogliamo dar via. Nel girone di ritorno, con l’aiuto del mercato, vogliamo migliorare e fare punti. Da Torino in poi, la squadra ha toppato la partita di Udine ed il primo tempo di Cagliari, poi la prestazione c’è sempre stata anche se i risultati non sono sempre arrivati”.

“Mi sembrava corretto presentarmi qui alla fine del girone d’andata. Noi siamo qui per lavorare diciotto ore al giorno per il bene del Verona. Abbiamo bisogno dei tifosi, le contestazioni personali fanno male ma ci possono stare, fin quando si rimane nella civiltà. Questa squadra ha bisogno del sostegno del pubblico, nel girone di ritorno abbiamo gare fondamentali al Bentegodi. Di questa squadra si può dire tutto, tranne che non dia tutto sul campo. L’esempio è Caceres, che dà sempre tutto. Ma pure Bearzotti o Calvano, i due Zuculini e tutti gli altri. L’unica cosa che si può rimproverare alla squadra è l’inizio di campionato. Siamo una squadra che ha messo in difficoltà l’Atalanta, che ieri ha fatto una grande prestazione a Napoli. Ci siamo spesso rialzati, difenderò sempre i miei giocatori perché lasciano sempre il cuore sul campo”.

“Siamo a due punti sulla salvezza, con la Spal avevamo anche la vittoria in pugno. Con Crotone e Spal abbiamo le partite di ritorno al Bentegodi. Che la squadra vada migliorata l’ho già detto. In attacco possiamo integrarla numericamente, così come in difesa, al netto del futuro di Caceres. Voglio giocatori ambiziosi, che sappiano di poter essere decisivi, curriculum e storia a parte. Possono giocare 19 partite intere o dieci minuti, non importa. E’ un mese che ci lavoriamo, sono già 3-4 i giocatori che abbiamo preso in considerazione.

Pazzini? Da quando sono arrivato ci siamo imposti dei limiti salariali, sforati solo per Cerci. Il contratto di Pazzini era già in essere. Io lo devo valutare per quello che mi dà in campo, non per quello che guadagna. Non deve venire meno l’impegno e tutti questi aspetti, per me Pazzini è da valutare al pari degli altri. Pazzini ha giocato 1.000 minuti, ha fatto 4 gol. Contro il Bologna ha giocato molto bene per quasi un’ora. Non è che può avere il posto garantito perché guadagna più degli altri. Quando Pazzini è stato preso era un altro Verona, con altri ingaggi. Oggi il suo contratto è fuori dai nostri parametri, ma non è mica colpa sua. Non posso dire che siccome guadagna di più, deve giocare per forza o lo devo mandare via per forza. Io questo sillogismo non lo accetto. Va gestito, ma quasi sempre ha fatto quello che doveva fare”.

“Sente di aver fallito? Mi dispiace il tempo verbale, perché dirmi che “ho fallito” mi si può può eventualmente dire a fine stagione, non adesso. Faccio il mio lavoro con gli strumenti che ho. Mi metto in discussione quotidiana, ho un libretto dove segno tutti gli errori che ho fatto, dall’anno scorso a questa mattina. Sono sereno con me stesso, ho fiducia in questa squadra e sono ottimista. Tutto è ancora lì, l’unico rimpianto è che potevamo avere 3-4 punti in più ed il giudizio adesso sarebbe stato diverso. Vedo la passione che ci mette la squadra negli allenamenti, questo porterà sicuramente dei risultati”.

“Che tipo di giocatori arriveranno? In attacco possiamo prendere due giocatori, un centravanti ed un giocatore duttile che possa giocare nelle tre posizioni dietro la punta. A sinistra? Non sono d’accordo con voi, anche perché Fares me lo stanno chiedendo diversi top club. C’è Felicioli, c’è Souprayen, in quel ruolo mi sento coperto”.

“Problemi nati dal caso Cassano? Non lo facciamo capro espiatorio. Dallo scorso gennaio voleva venire a Verona, la sua insistenza e determinazione ci avevano fatto pensare che fosse una buona soluzione. Il caso si è risolto in una settimana, non credo abbia influito sulla stagione della squadra. Mi rammarico di aver completato la squadra troppo tardi. Questo mio errore lo ha pagato la squadra nel primo mese di campionato. Ma questo errore non dipende dal caso Cassano, sarebbe un alibi e io oggi non sono qui per prendermi alibi, ma delle responsabilità. Spero proprio di non ripetere l’errore a gennaio”.

Caceres? Nel calcio è fatto tutto quando c’è un contratto depositato. Ad oggi ci sono dei colloqui e basta. La Lazio può essere certa di prenderlo a gennaio, ma per giugno, visto che sarebbe svincolato. Deciderà lui, abbiamo la speranza di continuare a lavorare con lui, potrebbe scegliere di rimanere per avere continuità in vista del Mondiale, oppure potrebbe scegliere di andare alla Lazio per competere ad un livello più alto. Rispetterò qualunque sia la sua scelta, ma ad oggi non c’è niente di firmato, ne parleremo tutti insieme, ci sono tre parti in causa. Djordjevic? L’ho cercato l’ultimo giorno di mercato, il suo agente mi ha detto che preferiva restare fuori lista alla Lazio. Non è collegato in alcun modo a Caceres”.

“Cosa mi chiede Setti? Vuole la salvezza, me l’ha chiesta dal primo giorno. Ovviamente dobbiamo stare nei nostri parametri di autofinanziamento, questo è chiaro. Con il lavoro di tutti abbiamo riportato in equilibrio economico il club, che adesso non rischia niente. Non è che Setti aprirà i cordoni della borsa, non vuole la salvezza per poi fallire il prossimo anno. Vuole la salvezza, giustamente, ma i conti devono rimanere in ordine”.

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